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Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 14:54 - Lettori online 873
RAGUSA - 17/04/2017
Attualità - La tradizionale "scinnuta" con grande partecipazione di fedeli

A Ragusa Ibla "Truonu viva" per San Giorgio

Domenica prossima la festa religiosa, quella esterna si terrà dal 26 al 28 maggio Foto Corrierediragusa.it

«Truonu viva, Truonu viva, Truonu viva». La triplice acclamazione di giubilo riecheggiata più volte, domenica sera, all’interno del Duomo di Ibla (foto) ha fornito una dimensione compiuta a un rito di valenza storica, la tradizionale «Scinnuta». Centinaia di fedeli hanno assistito alla cerimonia della traslazione del simulacro del santo cavaliere dalla nicchia in cui viene ospitato tutto l’anno sino all’abside del Duomo. Effettuata la «Scinnuta», i componenti del comitato che cura i festeggiamenti hanno proceduto a sistemare la lancia d’argento che colpisce il drago (quest’ultima fu regalata nel 1896 dai «sangiovannari» al loro celeste patrono, San Giorgio, proprio qualche mese prima che San Giovanni venisse proclamato patrono di Ragusa superiore) e le staffe del santo cavaliere.

Qualche minuto prima, stessa procedura era stata effettuata per la traslazione dell’Arca santa (contiene oltre 100 reliquie di santi, le ultime delle quali sono state collocate dall’attuale parroco del Duomo, don Pietro Floridia, qualche anno fa: si tratta di quelle della beata Madre Candida dell’Eucaristia e di Santa Teresina di Gesù bambino), anche in questo caso utilizzando un sistema di argani molto ingegnoso ed efficiente, così come accade da un centinaio d’anni circa a questa parte. La Chiesa madre era gremita di devoti che, dopo la santa messa, si sono stretti attorno al glorioso patrono. La navata centrale del Duomo è stata percorsa almeno una decina di volte.

«Abbiamo alzato il simulacro sulle mani davanti all’altare – dicono i portatori – per evocare il vero motivo della «abballariata» ovvero innalzare il Patrono a Dio perché possa fungere da intercessore tra noi e Dio tramite San Giorgio. Il senso dell’«abballariata» nasce da lì, quando si usciva il Patrono per annunciare la Resurrezione di Cristo il Sabato santo». Più volte, inoltre, il simulacro è stato fatto affacciare, a porte del Duomo aperte, sulla soglia del sagrato, un altro gesto simbolico, con il santo cavaliere che ha voluto rendere omaggio, in un saluto che si ripete ogni anno durante questo periodo, alla città e alla comunità dei fedeli. Anche l’Arca santa era stata collocata dai portatori nel transetto accanto all’altare. Domenica prossima sarà celebrata la solennità liturgica di San Giorgio ma la festa esterna di è stata programmata quest’anno dal 26 al 28 maggio.