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Giovedì 19 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 14:01 - Lettori online 1071
RAGUSA - 11/01/2017
Attualità - La vicenda presenta parecchia confusione

Caos piano sanitario regionale negli Iblei tra "marcia su Roma" e rassicurazioni da Palermo. Asp 7 conferma assenza di tagli

Intanto vengono annunciate le barricate in caso di depotenziamento degli ospedali di Modica e Scicli Foto Corrierediragusa.it

Il nuovo piano sanitario presentato dall´assessore regionale Baldo Gucciardi ha reso ancora più evidente ed incisiva la frattura che già esisteva tra i sindaci iblei, divisi tra chi ha visto riconosciuto al proprio territorio una struttura ospedaliera degna di questo nome, e chi invece si trova declassato a presidio di base. Da una parte dunque Ragusa in prima linea con Vittoria e Comiso promossi a spoke, ovvero ospedali di primo livello, con la novità del potenziamento dell´asse ipparino. Dall´altra invece restano Modica e Scicli, rispettivamente con il Maggiore (foto) ed il Busacca che vengono depotenziati a una struttura di livello più basso. Scompare, come doveva essere per Scicli, l´ospedale di comunità, dove erano previsti solo servizi di Riabilitazione e lungodegenza. Per l´ospedale Maggiore di Modica si apre un futuro incerto. Da mesi ormai le informazioni oscillano altalenanti tra tagli e rassicurazioni. E anche se già da ieri sono arrivate molte rassicurazioni in merito al mantenimento dei reparti è già scattata la protesta dei sindaci.

Una parte ovviamente. Modica, Ispica, Scicli, Pozzallo, Pachino , Portopalo e Rosolini, interessati come bacino di utenza su Modica, annunciano battaglia e preparano una «marcia su Roma». Sulla questione è intervenuto anche il movimento politico Adesso Modica che punta il dito sulla mancanza di una rappresentanza istituzionale regionale e nazionale che sappia difendere il territorio dai continui scippi. Mentre al deputati regionali hanno saputo non solo difendere il proprio territorio ma lo hanno eletto ad un livello sanitario maggiore.

VERTICE CAPITOLINO CON LA LORENZIN
Rassicurazioni su un interessamento del governo nazionale sul caso del piano sanitario regionale in Sicilia arrivano dal vertice capitolino tra il ministro alla salute Beatrice Lorenzin e una delegazione iblea. In pratica la Lorenzin dovrebbe intervenire, non si capisce bene come e a quale titolo, visto che la Sicilia è regione a statuto speciale e decide autonomamente anche nel settore sanità, convincendo l´assessore regionale Gucciardi a tornare sui propri passi.

LE RASSICURAZIONI DELL´ASP 7
Sul depotenziamento e sui possibili tagli all´ospedale maggiore di Modica intervengono oggi i protagonisti più autorevoli della vicenda. Il manager dell´Asp 7 Maurizio Aricò, dopo le dichiarazioni in merito al suo mancato conoscimento delle novità del piano presentato, ha annunciato che non è previsto nessun depotenziamento per l´Ospedale Maggiore di Modica e che nessun provvedimento di depotenziamento, riduzione del numero o della qualità delle Strutture Sanitarie è stato adottato o proposto dal Direttore Generale all´Assessore o ad altra autorità competente. In particolare Aricò sottolinea gli interventi strategici effettuati, e in corso, tra cui: il completamento della sala Operatoria di Ortopedia; la costruzione del nuovo Pronto Soccorso; l´avvio della Guardia medica attiva pediatrico-neonatologica e della pratica di parto-analgesia; il potenziamento, in corso, della attività di otorinolaringoiatria; gli imminenti lavori di miglioramento strutturale delle Malattie Infettive; il prossimo trasferimento della Psichiatria da Scicli a Modica; la avvenuta apertura della Vasca per la riabilitazione in acqua.

Rassicurazioni sono arrivate anche dall´on Nello Dipasquale, che annuncia di aver incontrato l´assesore Gucciardi per avere chiarimenti e avrebbe avuto rassicurazioni sul fatto che non ci sarà nessuna penalizzazione per il territorio di Ragusa, in particolare, per quanto riguarda l’Ospedale Maggiore di Modica. Secondo quanto riportato dal deputato del Pd, anzi, la nuova rete ospedaliera metterà in condizioni le Asp di mettersi in regola su tutto ciò che era carente, come ad esempio i concorsi per le figure essenziali come infermieri e anestesisti, già annunciati, peraltro, anche dal manager Aricò. Tutto da vedere dunque come evolverà la vicenda.

LA VISIONE DI RANDO
Sulla vicenda dei possibili tagli all´ospedale Maggiore di Modica, di fatto comunque depotenziato a struttura di base, interviene anche il delegato del sindaco di Modica alla sanità, Salvatore Rando che da anni segue le vicende del nosocomio modicano. Rando punta il dito con toni aspri contro chi non è stato in grado di difendere il territorio modicano, che ancora una volta, si vede scippato un ruolo primario. Rando chiama poi a raccolta i cittadini perchè, ormai distanti dalla politica, capiscano invece che solo una protesta che parte davvero dal basso può influenzare le decisioni di chi sta in alto. Anche se dalla Regione smorzano il problema e questo ovviamente confonde i cittadini e non poco.

C´E´ CHI PRETENDE LE DIMISSIONI DI ARICO´. DIGIACOMO PREDICA CALMA
"Assurdità, follia, mobilitazione e la richiesta di dimissioni del direttore generale dell’Asp 7 di Ragusa Maurizio Aricò". Nel versante modicano è rivolta contro il piano sanitario regionale elaborato dall’assessore Baldo Gucciardi. Come prevedibile, risulta inaccettabile l’ipotesi che il Maggiore con tutte le sue divisioni e un pronto soccorso che accoglie non solo i comuni del comprensorio, ma anche del basso siracusano, sia stato «declassato» ad ospedale di base. A non convincere è inoltre la«promozione» sul campo del polo Vittoria-Comiso ad ospedale di primo livello quando le linee guida del piano sanitario, come spiegato dall’assessore, sono per favorire anche quelle strutture in prima linea per il soccorso e le cure dei migranti. Modica, con Pozzallo dietro l’uscio, è l’ospedale che ha sostenuto la forza d’urto di centinaia di migranti arrivati in condizioni di salute precarie e si trova ora ad essere "declassificato".

«E’ arrivato il momento che il Direttore Generale dell’Asp 7 di Ragusa Maurizio Aricò si faccia da parte»: sono le dure parole dei sindaci iblei uniti contro il nuovo piano sanitario. I sindaci pretendono le dimissioni immediate di Aricò per quella che viene definita incapacità nel gestire la sanità iblea e nel capire il territorio ibleo stesso. Accuse pesanti dribblate tuttavia dal manager dell´Asp 7, che per il momento, si astiene da ogni dichiarazione, sostenendo la necessità prima di un personale confronto con l´assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi. Aricò ammette tacitamente di non essere stato preventivamente informato del piano in essere o della tempistica di presentazione.

Il manager ha fatto sapere di aver già chiesto un incontro formale con l´assessore per avere contezza delle nuove modifiche alla rete ospedaliera regionale. Da parte del comprensorio ibleo la reazione è forte e si chiede senza mezzi termini la testa di Aricò. Soprattutto l´ospedale Maggiore di Modica potrebbe essere il più penalizzato, perdendo alcuni reparti già ridimensioni a strutture semplici. «E’ impensabile - scrivono i sindaci riuniti - che un Governo regionale agisca in questo modo sulla nostra provincia senza che i deputati muovano un dito ma che anzi si ostinino a sostenere lo stesso Governo».

E aggiungono : «A questo punto tolgano la fiducia al Governo o si dimettano da Deputati visto che sono stati eletti con i voti del territorio che non riescono a rappresentare». Il nuovo piano sanitario ibleo si presenta come un rimpasto di precedenti stesure. Da tempo si annunciava un depotenziamento dell´ospedale maggiore di Modica e così dovrebbe essere. Restano i reparti come strutture semplici e per le specializzazioni ci si dovrà rivolgere a Ragusa o Vittoria, dato che proprio l´asse Vittoria Comiso viene potenziato. Scicli, facendo asse con Modica, resta comunque un presidio di base a differenza di quanto annunciato inizialmente. Non ci sta il sindaco di Scicli Enzo Giannone che tuona contro il nuovo piano definendolo "Una grave penalizzazione nei confronti dei cittadini di metà territorio ibleo ai danni di una fascia d’utenza di almeno 120 mila persone, numeri che raddoppiano durante il periodo estivo".

Sul nuovo piano sanitario regionale interviene anche il presidente della VI commissione all´Ars, Pippo Digiacomo il quale precisa che "Nessun documento ufficiale è finora pervenuto in Commissione Sanità. Solo in quella sede - specifica Digiacomo - il decreto della nuova rete ospedaliera sarà illustrato nel dettaglio, reparto per reparto e servizio per servizio, affinché la stessa Commissione esprima il proprio parere, obbligatorio per legge. «Solo allora - aggiunge - si potrà verificare se ci siano stati tagli o meno». «Non mi risulta che ad oggi - dichiara Digiacomo - siano stati previsti tagli di reparti presso gli ospedali riuniti Modica-Scicli. Ho avuto ampia rassicurazione dall´Assessore che entrambi gli ospedali siano anzi oggetto d´investimenti poderosi, che interessano il Pronto Soccorso e l´Infettivologia, fino alla convenzione, di rilevanza nazionale, col Bonino Pulejo, e d´implementazione di nuovi servizi. In ogni caso - conclude Digiacomo - sorveglieremo la vicenda, nell´interesse della salute dei cittadini».

PIANO SANITARIO REGIONALE: I POSSIBILI SCENARI NEGLI IBLEI
Il nuovo piano sanitario regionale promuove i grandi ospedali e mette ordine nelle strutture di secondo e terzo livello. Il Piano Gucciardi fa proprie molte indicazioni che erano venute dal territorio e trova, almeno secondo i primi commenti, pareri positivi anche da parte dei sindacati di categoria. Tutta la rete ospedaliera è stata riorganizzata rispetto al piano elaborata a settembre e che aveva sollevato non poche critiche. Tra le più importanti novità la scomparsa degli ospedali di comunità, dove erano previsti solo servizi di Riabilitazione e lungodegenza, e la sostituzione con gli ospedali riuniti dove ogni struttura mantiene la propria autonomia. E’ il caso di Scicli che nel nuovo piano fa polo con Modica anche se i due ospedali restano classificati come «presidio di base». E’ promosso invece il polo Vittoria-Comiso che fa un salto perché diventa spoke come Ragusa. Lo spoke è un nosocomio con aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza mentre il presidio di base, come Modica-Scicli è un ospedale che mantiene almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l´ortopedia. Difficile a questo punto stabilire cosa o chi abbia fatto propendere per questa scelta nel territorio ibleo.

Nella nuova rete siciliana scompaiono gli «ospedali di comunità» (poco più che ambulatori con la presenza di medici di base, psicologi e infermieri) e spuntano le strutture in zone «ad alto rischio ambientale. L’assessore alla Sanità Baldo Gucciardi si è detto soddisfatto del nuovo piano: «Nessun ospedale verrà chiuso, ma ogni ospedale sarà funzionale e complementare all´altro, salvaguardando tutti i presidi compresi quelli delle isole minori e delle zone più disagiate. La nuova rete sarà all´altezza della migliore offerta sanitaria, consentendo alla nostra regione un ulteriore salto di qualità". Si è tenuto conto delle peculiarità del territorio regionale in quanto la Sicilia presenta criticità strutturali connesse al territorio.

Altro elemento di cui si è tenuto conto è quello della costante quotidiana presenza di migliaia di sbarchi di migranti che indubbiamente condiziona e stressa il sistema sanitario regionale e soprattutto l´area di riferimento dei presidi ospedalieri delle zone costiere, ma anche dell´entroterra, con il risultato di dover supportare le risposte assistenziali con la presenza di presidio ospedaliero Dea di primo livello (Spoke) o di unità operative complesse non previste nella normale classificazione del presidio ospedaliero cui le stesse afferiscono".

IL PIANO SANITARIO A LIVELLO REGIONALE
Tra critiche e polemiche è comunque in arrivo il nuovo piano sanitario ibleo. Ecco cosa prevede la nuova rete regionale della sanità illustrata ai sindacati dall´assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi e che presto arriverà all´Ars. A livello regionale le novità importanti riguardano l´ospedale di Cefalù che è stato salvato dal progetto di ospedale comunità, come doveva essere per Scicli, senza diventare più solo un polo dedicato alla riabilitazione e alla lungodegenza. Nel bacino Catania-Ragusa-Siracusa, gli ospedali di riferimento saranno il Cannizzaro, il Garibaldi e il Policlinico Vittorio Emanuele. Il piano prevede di salvare anche gli ospedali riuniti di Giarre e Acireale, strutture di primo livello. Restano dipartimenti di primo livello Caltagirone, Ragusa, gli ospedali riuniti di Vittoria e Comiso, Siracusa e i ´neo riuniti´ Noto e Avola. Paternò, Biancavilla, Modica-Scicli e Lentini manterranno comunque il pronto soccorso, tanto più che da mesi sono in corso i lavori di ammodernamento dei locali del pronto soccorso al Maggiore di Modica. A Messina, il Policlinico rimane di secondo livello.

Mentre tra le strutture di primo livello si trovano Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, il San Vincenzo di Taormina e il Papardo. Nell´area Agrigento-Caltanissetta-Enna il Sant´Elia diventa dipartimento di emergenza-urgenza di secondo livello. Primo livello, invece, per gli ospedali di Agrigento, Sciacca e Ribera, il Vittorio Emanuele di Gela e l´Umberto I di Enna. Canicattì, Licata, Piazza Armerina e Nicosia diventano strutture di base.