Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 15:46 - Lettori online 375
RAGUSA - 10/01/2017
Attualità - Tra critiche e polemiche ecco i dati concreti

Nuovo piano sanitario: gli effetti globali in ambito regionale e le ricadute sul territorio ibleo analizzati punto per punto

Ecco cosa prevede la nuova rete regionale della sanità Foto Corrierediragusa.it

Tra critiche e polemiche è comunque in arrivo il nuovo piano sanitario ibleo. Ecco cosa prevede la nuova rete regionale della sanità illustrata ai sindacati dall´assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi e che presto arriverà all´Ars. A livello regionale le novità importanti riguardano l´ospedale di Cefalù che è stato salvato dal progetto di ospedale comunità, come doveva essere per Scicli, senza diventare più solo un polo dedicato alla riabilitazione e alla lungodegenza. Nel bacino Catania-Ragusa-Siracusa, gli ospedali di riferimento saranno il Cannizzaro, il Garibaldi e il Policlinico Vittorio Emanuele. Il piano prevede di salvare anche gli ospedali riuniti di Giarre e Acireale, strutture di primo livello. Restano dipartimenti di primo livello Caltagirone, Ragusa, gli ospedali riuniti di Vittoria e Comiso, Siracusa e i ´neo riuniti´ Noto e Avola. Paternò, Biancavilla, Modica-Scicli e Lentini manterranno comunque il pronto soccorso, tanto più che da mesi sono in corso i lavori di ammodernamento dei locali del pronto soccorso al Maggiore di Modica. A Messina, il Policlinico rimane di secondo livello.

Mentre tra le strutture di primo livello si trovano Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, il San Vincenzo di Taormina e il Papardo. Nell´area Agrigento-Caltanissetta-Enna il Sant´Elia diventa dipartimento di emergenza-urgenza di secondo livello. Primo livello, invece, per gli ospedali di Agrigento, Sciacca e Ribera, il Vittorio Emanuele di Gela e l´Umberto I di Enna. Canicattì, Licata, Piazza Armerina e Nicosia diventano strutture di base.