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Martedì 22 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:01 - Lettori online 940
RAGUSA - 09/01/2017
Attualità - La struttura in stato di abbandono

Mobilitazione per il Museo archeologico ibleo a Ragusa

Ci si sta muovendo per scongiurarne la chiusura Foto Corrierediragusa.it

Museo archeologico trascurato e per Calogero Rizzuto è meglio chiuderlo. Forse è solo una provocazione quella del massimo responsabile dei beni culturali sul territorio ma indubbiamente una presa di posizione che fotografa una realtà che una visitatrice in visita al museo ha avuto modo di toccare con mano e successivamente denunciare. Il museo si trova in uno stato di degrado, se non di abbandono, nonostante contenga un buon numero di reperti, alcuni anche preziosi, che testimoniano il passaggio delle età preistoriche e successive sul territorio ibleo. Dice Calogero Rizzuto: «Meglio chiudere perché non si possono fare figure del genere. Dobbiamo intervenire per dare una sistemazione più consona ai reperti archeologici ma al momento non possiamo». Il sovrintendente pensa già al trasferimento del museo di via Natalelli nello spazio museale che verrà creato a S. Maria del Gesù a Ibla, complesso per il quale è stato finanziato e già appaltato il progetto di recupero.

Ci vorrà tempo ma intanto si dovrà decidere cosa fare del museo archeologico perché tenerlo in queste condizioni non ha senso anche perché è dimenticato, poco segnalato, per nulla attraente. Servirebbe una sterzata e nuove idee ed a questo proposito alcuni operatori culturali del territorio, tra cui Gianni Bocchieri, attuale direttore generale dell’assessorato all’Istruzione della Regione Lombardia, insieme a Vicky Di Quattro, Costanza Di Quattro e Clorinda Arezzo del Teatro Donnafugata, dicono la loro: «Il caso del Museo - dicono - può rappresentare un esempio perfetto di una politica virtuosa che voglia mettere a sistema l’esigenza di aprire nuovi spazi di lavoro, riempire un vuoto nella formazione per i giovani rispetto alle tematiche ricettivo- turistiche e puntare allo sviluppo culturale ed economico del territorio stesso".

"Il nostro appello - dice Gianni Bocchieri - vuole arrivare fino all’assessore ai Beni Culturali Carlo Vermiglio e a quello al Turismo, Anthony Barbagallo, chiedendo di utilizzare anche il Programma nazionale di Garanzia Giovani come strumento per lo start-up di imprese creative ed innovative, che potrebbero trovare nel Museo il loro incubatore d´impresa. Vogliamo offrire - conclude Bocchieri - il nostro impegno e contributo, mettendoci subito a disposizione del Sovrintendente Rizzuto, perché il Museo possa riprendere la sua normale attività e puntare ad obiettivi più ambiziosi».