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Domenica 22 Aprile 2018 - Aggiornato alle 21:06
RAGUSA - 07/05/2013
Attualità - I lavoratori dei villaggi turistici Baia Samuele, Marsa Siclà e Marispica temono per loro futuro

Turismo nero nella terra di Montalbano

Le conseguenze occupazionaoi della chiusura di tre dei villaggi turistici più importanti della provincia iblea
Foto CorrierediRagusa.it

Il turismo non abita più nella terra di Montalbano. La chiusura di tre dei villaggi turistici più importanti della provincia iblea, Baia Samuele e Marsa Siclà nello Sciclitano e Marispica nell’Ispicese, coinvolti nell’inchiesta sul traffico di rifiuti coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catania, rischia di compromettere la stagione estiva alle porte, facendo colare a picco affari e occupazione. Proprio i disperati dipendenti delle tre strutture ricettive, oltre 450 senza considerare l’indotto, si sono dati appuntamento a Ragusa per un pacifico sit-in dapprima in Prefettura e poi nella vicina piazza Poste, accompagnati dai sindacati e dai sindaci di Scicli, Pozzallo e Ispica, che hanno avuto un incontro con il prefetto per tentare di far riaprire i villaggi, chiedendo un intervento a livello istituzionale.

I sigilli permangono difatti dallo scorso gennaio a Baia Samuele e Marsa Siclà. A quest’ultima struttura è stata pure revocata l’agibilità, mentre di recente sono stati posti sotto sequestro pure gli uffici di Marispica. Intanto i dipendenti chiedono di poter lavorare almeno per questa estate. Il mare di Montalbano però non sembra poi così inquinato, ma di turisti, al momento, nemmeno l’ombra.

Nella foto il sit-in in piazza Poste