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Attualità
RAGUSA - 04/09/2011
Chiuso il 17° Premio Ragusani nel Mondo in piazza Libertà

Fabio Licitra, fratello del tenore: «Ma fra’ è stato colto da malore»

Il congiunto dello sfortunato artista ha fatto un salto a Ragusa per ritirare il premio e ha commosso la platea raccontando la vera dinamica dell’incidente. «E´ una persona speciale. Non aveva trovato posto al ristorante e non ha indossato il casco per spostarsi di 200 metri in un altro locale»
Foto CorrierediRagusa.it

Una parte della politica, di destra e di sinistra ormai non fa più differenza, è un cliché, ha disertato l’evento per sottolineare il disaccordo sulla decisione di andare avanti, ma la 17. edizione dei Ragusani nel Mondo sarà ricordata come una delle più emozionanti. Decisione dolorosa, certo, ma giusta. Emozioni tante, soprattutto quando è salito sul palco Fabio Licitra, fratello più giovane del tenore Salvatore che lotta contro la morte al «Garibaldi» di Catania.

Con la voce rotta dall’emozione e dai singhiozzi, in un italiano chiaro e comprensibile, ci ha raccontato la verità sulla dinamica dell’incidente e non ha perso l’occasione per bacchettare i siciliani, che hanno il malvezzo di andare in moto senza casco.

Qeusto il passaggio più toccante della testimonianza di Fabio Licitra: «Mi dispiace che voi non avete avuto il piacere di conoscere una persona speciale. Auguri anche alle altre persone speciali come mio fratello che hanno ricevuto il premio. «Ma fra’», come lo chiamo io, è stato sfortunato perché quella maledetta sera non aveva trovato un posto al ristorante. E siccome si doveva spostare con la moto di 200 metri per andare in un altro locale, ha lasciato il casco nel baule. Tutti avremmo fatto così. Ha avuto un malore, lui era prudente sempre, io sono più spericolato, ha accelerato ed è andato a sbattere la testa. Usate il casco sempre. A Catania ho visto che famiglie intere in motore non usano il casco…!»

Dopo queste parole che hanno fatto rigare il volto di lacrime a tanta gente e ai presenti sul palco, i bravissimi conduttori Anna Vinci e Salvo Falcone, Sebastiano D’Angelo, Franco Antoci e Giovanni Caruso, sindaco di Acate (che aveva preparato una grande festa per il ritorno di Salvatore Licitra, nato a Berna ma di origini acatesi), è stata mandata in video un’autointervista del tenore mentre si trovava all’estero.

Salvatore ha dato delle dritte sulla professione del cantante lirico. Rivolto ai giovani che s’avvicinano all’opera ha detto: «Ribellatevi all’amplificazione, l’uso dei microfoni danneggia il nostro mestiere». E poi la chiosa finale, quando il tenore ci fa venire la pelle d’oca con «Nessun dorma», il brano tratto dalla Turandot: vincere, il futuro che vorremmo tutti si avverasse il più presto possibile: «Vinceròòòòò!», è l’acuto finale del tenore. Non arrenderti Salvatore, vogliamo ancora quell´acuto e vincere tutti con, perché possa tornare il più presto possibile a Ragusa e ad Acate, anche solo per abbracciarci.

Nella foto da sinistra: Giovanni Caruso, sindaco di Acate, Franco Antoci, presidente Provincia di Ragusa, Sebastiano D´Angelo, direttore associazione Ragusani nel Mondo, Pierfrancesco Rimbotti, presidente di Infrastrutture spa, Fabio Licitra, fratello di Salvatore Licitra, Salvo Falcone e Anna Vinci, presentatori manifestazione


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