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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 13:02 - Lettori online 1001
POZZALLO - 21/03/2017
Attualità - Dove insiste la ex distilleria Giuffrida, il cui stabile è pericolante

Via Mazzini ancora chiusa a distanza di un anno

L’ultimo incontro sulla vicenda si è risolto con un nulla di fatto Foto Corrierediragusa.it

Dopo quasi un anno, quando con un’ordinanza è stata chiusa, a via Mazzini a Pozzallo (foto) poco è cambiato. Le transenne e il divieto d’accesso, sono stati installati per motivi di pubblica sicurezza, a causa del pericolo crolli per l’ex distilleria Giuffrida che insiste proprio a lato della strada. Nel corso dei mesi, come potete vedere da queste immagini, l’erbaccia è cresciuta e in Via Mazzini, si può trovare ogni tipo di rifiuto: cartacce, bottiglie, lattine, piatti, bicchieri e persino una sedia rotta.
L’ultimo incontro fra le parti interessate si è svolto qualche giorno fa a Palazzo La Pira. Il braccio di ferro tra i proprietari e la sopraintendenza ai beni culturali di Ragusa continua. Quest’ultima infatti, insistendo il vincolo sull’edificio storico, riconosciuto come esempio di archeologia industriale, ha dato precise disposizioni su come debba avvenire la messa in sicurezza. I proprietari però sosterrebbero che seguire tali indicazioni farebbe lievitare il prezzo dell’intervento a una somma troppo elevata di cui non dispongono.

«All’ultimo incontro non si è risolto niente – spiega amaraeggiato Giuseppe Sapienza del Comitato di residenti «Riapriamo Via Mazzini» - . Adesso la Sopraintendenza dovrebbe presentare denuncia verso i proprietari e avviare in prima persona un iter per la messa in sicurezza, ammesso che si riescano a reperire i fondi. Il sindaco invece si è impegnato a inoltrare richiesta al genio civile di Palermo per un progetto di messa in sicurezza dall’esterno, che dovrà passare poi all’ex provincia». Insomma tempi burocratici che potrebbero prolungare ancora l’iter, aumentando i disagi per i residenti. «Io sono un commerciante – racconta ancora Sapienza – e ho problemi con carico e scarico della merce nel mio negozio. Lo stesso vale per il supermercato della zona.

In più adesso – denunciano dal Comitato – il problema è anche di salute pubblica, visto che nell’ultimo crollo di qualche settimana fa che ha interessato il tetto potrebbero essersi sgretolato l’amianto presente nella struttura, e tutti sappiamo che le esalazioni potrebbero rappresentare un pericolo». L’appello quindi è ancora una volta ad intervenire al più presto, prima che la situazione precipiti e altri crolli possano interessare l’edificio.

Ha collaborato Chiara Carbone