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Giovedì 17 Gennaio 2019 - Aggiornato alle 23:10
MODICA - 06/01/2019
Attualità - Il caso del 23enne morto il 10 settembre del 1994 per bolulismo

Quella storia sbagliata del giovane Lorenzo La Monica

All’auditorium "Floridia" presentato il libro "Le stelle di Lorenzo"" Foto Corrierediragusa.it

E’ stata una storia sbagliata, nata da pregiudizi, presunzioni ed errori. Il caso di Lorenzo La Monica morto a 23 anni per botulismo al «Maggiore» il 10 settembre del 1994 è stata ripercorsa in una pubblicazione a cura di Alfonso Russi dal titolo «Le stelle di Lorenzo». Il testo è stato voluto dalla famiglia del giovane ed è stato occasione per una riflessione all’auditorium «Floridia» (foto) per iniziativa dei docenti e degli studenti del Liceo Classico «Campailla». E’ la storia di un padre e di una famiglia che non si dà per vinta rispetto ad una morte evitabile e che lotta per 16 anni per vedere riconosciuta la verità dei fatti. Il primo atto giudiziario si consuma davanti al pretore presso il tribunale di Modica il 2 luglio del 1998 e sembra chiudere la vicenda con l’assoluzione dei medici chiamati in giudizio. Nel febbraio del 2010 la Cassazione emette la sentenza definitiva sul caso La Monica confermando la prescrizione per i 3 medici che avevano seguito nei giorni di ricovero in ospedale il giovane ma affermando a chiare lettere che c’erano state responsabilità di natura civile da parte dei medici condannati ad un sostanzioso risarcimento dei familiari.

Oggi il caso resta aperto solo in sede civile in attesa della Cassazione che dovrà confermare o meno la richiesta di risarcimento già asseverata da una sentenza della Corte di Appello di Catania. Dal punto di vista penale si affermò, piuttosto, una responsabilità i cui effetti andarono in prescrizione dopo un processo durato 30 udienze davanti alla Corte di appello di Catania. Lorenzo La Monica fu vittima inconsapevole per avere acquistato quel 1 settembre un panino con prosciutto e funghi sott’olio» in una rivendita di piazza Mediterraneo a Marina di Modica. La confezione dei funghi, prodotta da una azienda di Avola, risultò fatale perché conteneva un batterio letale per l’uomo , il botulino. Prima i malesseri, quindi il ricovero, poi il decesso dopo dieci giorni avvenuta tra molti dubbi e con la consapevolezza dei familiari che quella morte si sarebbe potuta evitare.

I casi di botulino sono rari ma esiste una letteratura scientifica specifica e specialisti che si sarebbero potuti consultati ma così non fu. Per Lorenzo si parlò anche di assunzione di droga ma fu accertato che la sua morte fu solo e soltanto per intossicazione da botulino. Mimmo Castronovo, Teresa Floridia, Enrica Guerrieri ed Alessandra Barone nei loro interventi hanno rimarcato l’assoluta coerenza della famiglia nella ricerca della verità, un coinvolgimento non solo per onorare la memoria di Lorenzo la Monica ma per testimoniare il loro impegno civile. Nel libro non ci sono nomi ma solo fatti e numeri circostanziati che escludono una qualsiasi forma di «rivincita» da parte dei familiari che hanno vissuto una storia «sbagliata» in modo corretto ed a testa alta per come la tragica circostanza poteva permettere.