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Domenica 25 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 12:59
MODICA - 30/01/2018
Attualità - Dopo la pubblicazione del decreto assessoriale di approvazione

Il piano regolatore c’è, ma la confusione anche

Modica si ritrova con uno strumento che da decenni ha chiesto ed agognato ma che in pratica non risolve i nodi della programmazione urbanistica e dello sviluppo Foto Corrierediragusa.it

Il Piano regolatore c’è, ma la confusione regna sovrana. L’amministrazione comunale vuole correre subito ai ripari per superare la situazione di stallo che si è venuta a creare dopo la pubblicazione, il 26 gennaio scorso, del decreto assessoriale con il quale viene approvato il Piano regolatore generale. Uno strumento urbanistico atteso da anni e sul quale l’amministrazione Abbate, nel 2013, al momento del suo insediamento, aveva scommesso e si era impegnata a definire. Non è tuttavia servito lo sforzo fatto perché le controdeduzioni degli amministratori non sono state ritenute congrue, anzi sono state praticamente bocciate, dal Cru (Comitato regionale Urbanistica) che ha invece fatto sue le osservazioni presentate formalmente da 850 cittadini ritenutesi lesi nei loro diritti. Succede così che il Cru ha approvato ed adottato il Piano, ma ha di fatto «ingessato» lo sviluppo della città ponendo vincoli stretti soprattutto nelle aree agricole e in quelle destinate ad infrastrutture, servizi ed insediamenti industriali.

Secondo il Piano approvato si potrà infatti intervenire nelle zone A (centro storico) e B (aree di insediamento già esistenti) mentre le altre sono state classificate come «agricole» con un blocco di fatto. Gli effetti, se non si corre ai ripari con un l’aggiornamento del Piano e nuove norme che tengano conto delle indicazioni del Cru, sono penalizzanti per lo sviluppo della città, per i tecnici, per i singoli cittadini che vogliono o devono realizzare insediamenti abitativi o produttivi. Nel corso della seduta del consiglio dedicata all’argomento il sindaco Ignazio Abbate si è impegnato ad aggiornare il Piano prima della scadenza del suo mandato ed ha dato specifiche indicazioni all’Ufficio tecnico ma i tempi sembrano veramente ristretti per una materia così complessa e delicata.

La città si ritrova, dunque, con un Piano regolatore che da decenni ha chiesto ed agognato ma che in pratica non risolve i nodi della programmazione urbanistica e dello sviluppo. Il sindaco ha annunciato la pubblicazione di un vademecum che spiega come e dove potere intervenire per facilitare il lavoro di tecnici e cittadini ed ha annunciato che l’amministrazione non presenterà ricorso al decreto assessoriale perché ciò potrebbe rendere vana la presentazione di una nuova cartografia e della nuova variante.