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Venerdì 19 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 14:47
MODICA - 22/12/2017
Attualità - Promossa dalla Fondazione Garibaldi all’ex Convento del Carmine di piazza Matteotti

Sandro Bracchitta, incisioni evocative e fantastiche

Una mostra da gustare lentamente, senza l’ansia di dover capire ogni cosa Foto Corrierediragusa.it

Chi aspetta quella sedia rossa (nella foto "Attesa rossa")? Sandro Bracchitta non lo dice, allude e lascia la sua incisione sulla tela. E’ una sedia a tre gambe, testimonia incertezza ed instabilità; una sedia che è al tempo stesso pausa, riposo, luogo dell’attesa e della speranza. La sedia domina il profilo di una indeterminata figura di donna, intesa come simbolo di vita o forse anche una Dea madre, origine e fine di tutto. La mostra di Sandro Bracchitta all’ex Convento del Carmine di piazza Matteotti, voluta dalla Fondazione Garibaldi dopo le precedenti esposizioni dedicate a Guccione, Colombo, Sarnari, raccoglie il meglio della ventennale produzione del pittore ragusano, formatosi prima all’istituto d’Arte di Comiso e poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Poi un percorso di docente e quindi di incisore e di artista che esalta la vena creativa di Bracchitta attraverso alcuni simboli evocativi che si presentano con puntualità e raccontano di un viaggio alla ricerca degli archetipi, come sottolinea Paolo Nifosì nell’elegante catalogo di presentazione della mostra modicana.

Il mondo di Bracchitta è in qualche modo visionario, ha ricorsi evidenti a Mirò, a Chagall, a Tapies ed è un mix di portati culturali molto diversi tra loro che trovano nelle incisioni la loro esaltazione. Nelle sue opera degli anni ’90 domina la ciotola, semplice, colorata, di varie fogge ma comunque contenitore di cibo, di acqua, che riconduce all’uomo preistorico, alla sua essenzialità, alle sue origine. La ciotola che diventa rossa è poi simbolo di sangue e quindi di vita, di energia vitale come quella che scorre come un flusso dall’Etna che in altra fase caratterizza l’opera di Bracchitta. Una mostra da gustare lentamente, senza l’ansia di dover capire ogni cosa. L’arte di Bracchitta suggerisce, sollecita ed interroga.