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Domenica 21 Gennaio 2018 - Aggiornato alle 21:26 - Lettori online 497
MODICA - 20/12/2017
Attualità - All’Auditorium Floridia ha raccontato anche il suo vissuto di madre e di avvocato

Agnello Hornby: "Percorso di scrittrice, ecco come"

"Il mio primo romanzo è uscito fuori dalla mia testa come chi ha la voglia di nascere" Foto Corrierediragusa.it

Simonetta Agnello Hornby (foto) racconta il suo vissuto di madre, avvocato e scrittrice all’Auditorium Floridia. La presentazione del suo ultimo libro «Nessuno può volare» è l’occasione per rivivere alcuni passaggi decisivi della sua vita. «Non volevo essere una scrittrice. Volevo fare l’avvocato per difendere le persone, soprattutto quelle più deboli per fare giustizia. Le mie relazioni difensive erano scritte a mò di romanzetti che i giudici leggevano sino alla fine, quasi compiaciuti. Il mio primo romanzo è uscito fuori dalla mia testa come chi ha la voglia di nascere ed è stato durante l’attesa in un aeroporto».

La Hornby non ha nessuna remore a parlare del dramma che ha colpito la sua famiglia nel 2002, l’anno di uscita della fortunatissima opera prima, «La Mennulara» ovvero la notizia che il figlio George, brillante avvocato della City, a poco più di trent’anni è risultato affetto di sclerosi multipla progressiva. Sentenza senza appello considerato che non esistono cure per debellarla.

«Nessuno può volare» è, infatti, un’opera autobiografica e scritta a quattro mani con le riflessioni di George Hornby; un testo che si può definire di grande impegno civile e politico che accende il riflettore sul mondo della disabilità laddove indifferenza, disinvoltura caratterizzano l’atteggiamento di chi ha costruito e continua costruire un mondo a nostro uso e consumo senza dover pensare ad una dimensione umana, fisica e spirituale, verso quelli che definiamo «i meno fortunati». E’ propria la nuova visione del mondo di questi «meno fortunati» che apprezzano le cose minori e semplici. Dicono cose che noi non sappiamo più dire. Hanno una grande sete di vita e ci restituiscono questo desiderio.

Simonetta Agnello Hornby mette dentro tutta la sua esperienza e i suoi saperi sostenuti da una scrittura straordinariamente efficace: chiara, diretta senza orpelli con pieno rispetto dell’argomento trattato. Un acquarello ben dosato il contesto in cui si innerva il rapporto Simonetta –George, un parallelo affettivo di grande intensità ed emotività, con al centro la famiglia originaria da un’antica aristocrazia agrigentina con descrizioni di usi e costumi che richiamano le atmosfere di «Lessico Famigliare» di Natalia Ginzburg. Accanto ruotano personaggi singolari: la sordomuta Ninì, la zia Rosina cleptomane, la bambinaia ungherese zoppa. Per dire che un comune denominatore aleggia sulla scrittura: tutti normali e tutti diversi ma a nessuno è consentito volare, abili e diversamente abili.