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Domenica 17 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 22:06 - Lettori online 561
MODICA - 24/11/2017
Attualità - Niente infrastrutture, niente insediamenti industriali

Piano regolatore generale anomalo a Modica

Il Cru (Comitato regionale per l’Urbanistica)) aveva chiesto delle controdeduzioni allo schema delle zonizzazioni Foto Corrierediragusa.it

Un piano regolatore a metà. Nelle zone A (centro storico) e B (aree di insediamento già esistenti) si potrà intervenire, tutte le altre saranno «agricole» con un blocco di fatto. Niente infrastrutture, niente insediamenti industriali. L’ultima delibera approvata dal Consiglio comunale, a maggioranza e l’assenza delle opposizioni, rischia di mandare in tilt tutto il sistema di programmazione edilizia. Il Cru (Comitato regionale per l’Urbanistica)) aveva chiesto delle controdeduzioni allo schema delle zonizzazioni inserito nel Prg approvato a suo tempo dal Consiglio comunale ma ha ricevuto, in cambio, solo poche righe e nessun elemento tecnico rilevante che, presumibilmente, potrà indurre l’organo tecnico regionale a dare il suo parere favorevole, propedeutico alla approvazione finale del piano. Nel Piano regolatore i parametri riportati sono stati ritenuti obsoleti e superati dal tempo perché non aggiornati e questo ha indotto il Cru a confermare la validità del piano solo per quelle due zone, A e B, dove praticamente gli interventi possono limitarsi a piccole modifiche e ristrutturazioni.

Ben poca cosa rispetto alle urgenze di pianificazione della città soprattutto per la «riconversione» di quei 5 mila locali definiti artigianali che una delibera dell’amministrazione appena qualche settimana fa aveva annunciato sanabili grazie all’insediamento in un’area limitata di tre mila metri spostando i volumi dall’area originale ma che alla luce delle richieste del Cru non potranno più essere ammesse perché vige il vincolo dei 10 mila metri. Tra professionisti e tecnici lo sconcerto per la delibera approvata dal consiglio, al di là dei toni trionfalistici dell’amministrazione, che ha addossato all’opposizione la responsabilità della mancata collaborazione e dell’assenza in aula, è massimo perché la città di fatto avrà un piano regolatore bloccato o come sostengono alcuni tecnici di lunga esperienza non si potrà di fatto operare.

Nella contestata delibera approvata dal consiglio le uniche controdeduzioni riguardano le zone agricole che sono da considerarsi edificabili solo per chi esercita la propria attività mentre si sorvola su tutto il resto. «E’ intollerabile – dice l’Assessore all’Urbanistica Giorgio Belluardo - il comportamento dei consiglieri di minoranza che uscendo dall’aula non hanno voluto prendersi la responsabilità di votare l’atto. Non si capisce l’atteggiamento dei partiti che prima lasciano una eredità così pesante alla città e poi abdicano davanti alla possibilità democratica di opporsi ad un parere del CRU che è più pesante di un macigno ma che al contempo può essere smorzato dalla delibera approvata dalla maggioranza consiliare». L’assessore non entra nel merito delle poche righe delle controdeduzioni che avrebbero potuto, e dovuto, essere invece ben articolale e soprattutto argomentate.

Per il neo capogruppo del Pd, Carmelo Cerruto: «E’ una bocciatura sonora di fatto. Se la Regione confermerà la decisione già annunciata con una deliberazione a Modica saranno valide solo le zone A-B0-B1-Br1 del piano regolatore generale mentre le rimanenti zone diverranno tutte agricole. In quattro anni si sarebbe dovuto lavorare all’adeguamento dei contenuti del piano ma non è stato fatto».