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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Lettori online 797
MODICA - 19/10/2017
Attualità - A Valerio Abate, componente della Commissione della Fondazione replica il presidente Giuseppe Barone

Fondazione Grimaldi, dibattito sul suo futuro

Riconoscenza dell’ambasciatore Fillon in occasione della visita del Principe Alberto II di Monaco Foto Corrierediragusa.it

Il ruolo della Fondazione Grimaldi (nella foto la sede di corso Umberto) ed il suo futuro. Valerio Abate, componente della Commissione della Fondazione, pone il caso subito dopo la visita del Principe Alberto II di Monaco alla Fondazione che ha riscosso grande successo ed ha avuto un apprezzamento pubblico da parte dell’Ambasciatore del Principato nei confronti del presidente della Grimaldi, Giuseppe Barone. Scrive a tal proposito Valerio Abate: "Quello del prof. Barone è stato un significativo ed apprezzabile lavoro di ricerca storica da ritenersi doveroso in occasione della visita del principe Alberto che dà lustro alla città di Modica e, ovviamente, alla Fondazione G.P. Grimaldi e ad un’altra Opera Pia che, rispettivamente, prendono il nome da Giovan Pietro e dallo zio Michele Grimaldi. Ciò che provoca meraviglia e perché no sconcerto è che lo stesso prof. Barone, sempre nella qualità di Presidente della Fondazione G.P. Grimaldi, titolo per il quale si presume abbia avuto tanto rilievo in occasione della visita, non sembrerebbe prestare altrettanta attenzione alla immagine ed alla cura della Fondazione che presiede».

Valerio Abate rileva, infatti, che il sito della Fondazione non è aggiornato, presenta evidenti lacune ed è approssimativo. Scrive ancora Valerio Abate: «Il prof. Barone sembra molto motivato a documentare le affinità parentali fra il fondatore Giovan Pietro ed i regnanti di Monaco ma non altrettanto al biglietto da visita della Fondazione, oggi rappresentato dal sito web, per documentarne in modo appropriato identità ed attività. Fra l’altro, come risulterebbe dal sito, la Fondazione dispone di personale (contabile, amministrativo e ricercatore) che lo potrebbe aggiornare. Al proposito sarebbe utile conoscere se l’Ente ha obblighi riguardo alla normativa sull’Amministrazione trasparente? A parte quest’ultimo aspetto, ciò che appare più interessante conoscere è se le volontà testamentarie del prof. Grimaldi trovano tuttora piena realizzazione nell’opera e nelle attività della Fondazione da Lui voluta e concretizzatasi attraverso una approfondita elaborazione dello statuto, predisposto dal prof. Vittorio Ottaviano, grazie alla incessante azione preparatoria ed istruttiva di alcuni modicani, fra cui principalmente il prof. Orazio Galfo, che, nella qualità di componente della Commissione presieduta allora dall’avv. Carmelo Ammatuna, si adoperò alla fine degli anni settanta con grande spirito di servizio alla realizzazione dell’obiettivo, poi concretizzatosi con l’approvazione da parte della Fondazione nel 1982 e quattro anni più tardi dalla Regione Siciliana». Valerio Abate pone dubbi, al di là degli aspetti formali che puntualmente elenca nella sua lettera, sulla missione della Fondazione oggi. L’attività di governo della Fondazione in questi ultimi anni non ha dimostrato una piena operatività in linea con gli scopi statutari. Sembrerebbe, invece, che quanto realizzato in precedenza dalle passate amministrazioni, con particolare riferimento alla convenzione con il Dipartimento DACPA dell’Università, si avvii verso una triste conclusione, considerata la denuncia da parte della Fondazione della attuale convenzione in essere, per non meglio precisate esigenze di disponibilità dei locali occupati dal Dipartimento universitario. Tutto ciò invece di tentare di rafforzare le iniziative esistenti e di promuoverne altre in linea con i principali scopi statutari. Quale futuro si profila per la Fondazione? E’ giusto che la città di Modica sappia e si interroghi, per evitare un eventuale deprecabile snaturamento del ruolo e delle funzioni della Fondazione, almeno così come è stata pensata dal fondatore.

LA REPLICA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE BARONE
La nota del prof. Abbate dedicata alle presunte inadempienze della Fondazione Grimaldi contiene inesattezze ed evidenti errori di valutazione che è opportuno sottolineare. Per Statuto la Commissione Amministrativa è composta da 5 membri, nominati rispettivamente dal Sindaco di Modica ( due membri ), dal Presidente della Corte d’Appello di Catania, dal Presidente del Tribunale di Ragusa e dal Rettore dell’ Università di Catania. Occorre poi un decreto dell’ Assessorato Regionale alla Famiglia per la convalida definitiva della Commissione. Il problema è nato proprio a Palermo, dovuto ai ritardi e alle lentezze della burocrazia regionale : nel 2016 il decreto assessoriale ha convalidato la nomina di 4 componenti, rinviando ad un successivo decreto quella del rappresentante dell’ Ateneo in quanto non ancora in possesso della relativa documentazione. Nonostante le mie sollecitazioni e il reinvio degli atti da parte dell’ Università, l’ Assessorato regionale non ha ancora provveduto a tale convalida. Il prof. Alessandro Pluchino, stimato professore di Fisica dell’ Ateneo catanese, non si è perciò potuto ancora insediare, anche se con Nota ufficiale la Regione ha autorizzato la Commissione ad amministrare regolarmente l’ ente nell’ attuale composizione ( quattro componenti su cinque ).

Questi sono i fatti , che non giustificano l’ acre polemica dell’ Abbate nei confronti della Fondazione , il cui rapporto di collaborazione con l’ Università di Catania è stato sempre attivo e riconosciuto.
La Fondazione opera nel pieno rispetto dei fini statutari. Fra questi fini spicca la collaborazione con l’ Accademia Gioienia di Catania, a cui l’ ente versa annualmente un contributo proporzionale al suo bilancio . Con la collaborazione di questa istituzione la Fondazione organizza il Premio nazionale di Fisica, che nel 2015 ha visto la presenza in città del Rettore Pignataro.

Diverso è il caso del Dipartimento di Agricoltura, la cui antica Convenzione per il corso di laurea triennale in produzione animale era da tempo scaduta, come pure scaduti ed inattivi risultavano alcuni progetti sperimentali condotti dal prof. Orazio Sortino ( ex presidente della Fondazione ) da due anni collocato in pensione. La Fondazione ha richiesto a quel Dipartimento se intendeva continuare una qualche attività scientifica nel territorio, ma la risposta non è stata positiva, anzi lo stesso Dipartimento ha proceduto il mese scorso a disattivare le utenze telefonica ed elettrica a suo carico. Mi rendo conto che ciò possa non essere di gradimento al prof. Abbate, che forse pensava di fare della Fondazione una semplice appendice della sua ex Facoltà , ma è chiaro che nessun vincolo statuario esiste al riguardo.
Poiché nel frattempo lo stesso prof. Sortino è stato nominato presidente dell’ altra Fondazione intitolata a Michele Grimaldi, proprietaria di estesi fondi rurali a Cannizzara e zone limitrofe, mi auguro che gli agronomi Abbate e Sortino riescano a riattivare la collaborazione del loro ex Dipartimento con quest’ ultima pia istituzione, che ha come obiettivo statutario proprio lo sviluppo agricolo del territorio modicano. Le altre ininfluenti osservazioni ( come l’ aggiornamento del sito ) sembrano piuttosto animate da piccole animosità personali. La Fondazione GiovanPietro Grimaldi gode ottima salute e dopo aver ospitato il Principe di Monaco si prepara a celebrare il centenario della scomparsa del suo fondatore in un convegno internazionale di studi con l’ intervento delle autorità accademiche.