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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 0:31 - Lettori online 409
MODICA - 24/09/2017
Attualità - C’è attesa per la visita di martedì 10 ottobre del Capo di Stato

I Grimaldi a Modica, arriva il principe Alberto di Monaco

Sarà alllestita una Mostra storico-araldica presso la Fondazione Grimaldi Foto Corrierediragusa.it

Il prossimo 10 ottobre il principe Alberto di Monaco (foto) sarà a Modica in visita ufficiale per due giorni e le istituzioni locali si preparano ad accoglierlo degnamente , in onore di un grande casato nobiliare che ha dato molto alla storia culturale e sociale di Modica. Per fare chiarezza su notizie diffuse da qualche studioso genealogista, che avrebbe fatto bene a condurre ricerche di prima mano negli archivi (come fanno tutti gli "studiosi" veri) è opportuno dunque richiamare la storia della famiglia Grimaldi.

L´ insediamento iniziale del lignaggio è a Genova, repubblica marinara potente per risorse finanziarie e commercio internazionale, da dove si diramano dal XIII secolo il ceppo monegasco e gli altri rami collaterali sparsi nelle regioni italiane, tanto da dar vita a un vero e proprio "albergo" ( rete genealogica allargata ) plurisecolare. Dal ´500 i Grimaldi, insieme ai Fieschi, agli Spinola, ai Doria e ai Pallavicino costituiscono una solida oligarchia nobiliare e mercantile che controlla il potere politico ed economico della Repubblica genovese, mentre la piccola signoria di Monaco contesa tra Francia e Spagna viene elevata a principato nel 1612. Nel 1647 Carlo Venasque Ferriol pubblica a Parigi il volume "Genealogica et Historica Grimaldae Gentis Arbor", che ricostruisce la complessa discendenza dell´ "albergo" dei Grimaldi. Nonostante le inesattezze e le origini leggendarie ricondotte a Pipino re di Francia e a Carlo Martello, che si giustificano per il carattere agiografico dell´ opera, il testo di Venasque Ferriol viene riconosciuto come genealogia "ufficiale" del casato, che da quel momento comincia a coltivare le relazioni familiari tra i diversi gruppi parentali e l´ identità culturale del comune lignaggio. Anche a Modica se ne conserva gelosamente una copia nell´ archivio privato della famiglia.

In Sicilia il primo ad arrivare è Enrico nel 1397, al seguito di re Martino d´Aragona che lo ricompensa con le baronie di Scittibillini e Pollicarini sequestrati ai vassalli ribelli di Castrogiovanni e di Piazza Armerina. Questa linea dei Grimaldi in area nissena fonda nel 1572 il paese di S. Caterina Villermosa e ne acquisisce il principato nel 1625, ma nel secolo successivo risulta estinta mentre titoli e beni passano ad altri casati dell´ isola.

Dalla linea dei "cavalleroni" di Genova giungono in Sicilia a metà del XVI secolo i fratelli Gregorio e Agostino. Il primo si stabilisce a Trapani, imparentandosi con i Riccio baroni di S.Anna, mentre il secondo avrebbe ricoperto la carica di giurato a Siracusa nel 1554 prima di trasferirsi a Modica , dove dal 1566 al 1573 i Registri della Contea ne certificano la presenza come maestro razionale della Contea e "contador" di fiducia di Ludovico II Enriquez Cabrera, che gli affida missioni riservate presso la corte viceregia a Palermo. Agostino fa parte di un nutrito gruppo di mercanti e banchieri genovesi ( Vassallo, Centurione, Spinola, Birzio ) che controllano il lucroso commercio del grano ibleo , prestano capitali ai Conti di Modica in cambio dell´ "arrendamento" di terre e uffici. Il suo testamento nel 1593 rivela un patrimonio immobiliare cospicuo, costruito con un cursus honorum di amministratore ed imprenditore che gli vale il titolo di "spettabile" e di membro influente del patriziato urbano.

Le fortune della famiglia spiccano il volo col primogenito Giuseppe, che "veste l´ abito" dei Cavalieri di Montesa e nel 1605 sposa la ricca ereditiera modicana Antonia Lorefice ( vedova del barone Clavario ) che gli porta in dote case, terre e gioielli per un valore di 7200 onze ( circa 7 miliardi di lire ). In alleanza con i La Restia e i Celestre Giuseppe è tra i protagonisti della fondazione di Vittoria nel 1607 e del "cannamelito" di Boscopiano. Nel 1609 ottiene dal viceré il titolo di barone sui vasti feudi di S.Govanni e Scoglitti che gli fruttano un patrimonio cospicuo di 22 000 onze. Anch´ egli riveste diverse cariche pubbliche, dedica uno studio di matematica al re Filippo III, fa ormai parte organica dell´ aristocrazia della Contea. L´ ascesa economica e politica si consolida con la terza generazione della linea modicana. Alla morte di Giuseppe (1635) titoli e beni passano al figlio Giovanni che amplia ancor più il patrimonio feudale con la vasta baronia di Scirumi ( tra Lentini e Palagonia ) portata in dote dalla moglie Girolama Rosso Landolina. Ottimo e prudente amministratore, don Giovanni ricopre la carica di governatore della Contea nel 1650-54 e nel 1665-70 , dona alle chiese di S.Giorgio e di S.Pietro le due artistiche urne-reliquiario d´ argento con lo stemma di famiglia, mantiene i rapporti con i parenti genovesi curando la ricostruzione dell´ albero genealogico. Il figlio terzogenito Agostino ( 1639-1660 ) veste l´abito prestigioso dei Cavalieri di Malta e muore eroicamente nel mare di Candia combattendo contro i Turchi. Il lutto per il giovane martire modicano sarà condiviso con lettere e necrologi da tutto il casato.

A Giovanni succede il figlio Carlo nel 1674. Anche lui governatore della Contea, rappresenta la quarta generazione dei Grimaldi. A Genova e a Monaco si conoscono e rispettano i consanguinei modicani. Nel 1682 il cardinale Gerolamo Grimaldi arcivescovo di Aix, discendente dal ramo dei "cavalleroni" , gli scrive confermandogli i sentimenti di affetto e stima per la comune discendenza. I meriti di Carlo sono tanti agli occhi del re di Spagna : nel 1677 reprime la rivolta antispagnola di Ragusa e fornisce a sue spese soldati ,cavalli e frumento alla flotta reale che respinge l´ attacco navale francese portato in Sicilia da Luigi XIV, l´ anno dopo redige delle Ordinanze per regolamentare la vita sociale della Contea, nel 1692 riceve l´ ambito titolo di principe, ma muore sotto le macerie del terremoto dei 1693. A succedergli è il fratello Enrico, principe e governatore dello Stato modicano, attento ad intrecciare una fitta corrispondenza col suo pari grado di Monaco Antonio Grimaldi, che nel 1702 gli risponde con due belle lettere in cui riconosce le relazioni di parentela e gli fa dono di un suo ritratto.

La Mostra storico-araldica in corso di allestimento presso la Fondazione Grimaldi metterà in evidenza altri personaggi e capitoli di questa straordinaria dinastia nobiliare del Mediterraneo.