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Mercoledì 26 Luglio 2017 - Aggiornato alle 20:31 - Lettori online 575
MODICA - 11/07/2017
Attualità - Di proprietà del Centro Studi della Contea di Modica, un cerimonia si terrà venerdì 21

Modica, 30 anni fa scoperta la chiesetta di San Nicolò

Un pregevole monumento di architettura rupestre scoperto da Duccio Belgiorno nel cuore della città storica Foto Corrierediragusa.it

Uno scrigno nel cuore della città storica. E’ la chiesetta rupestre di S. Nicolò inferiore di cui quest’anno ricorrono i 30 anni della scoperta. Un evento che sarà ricordato nella piazzetta antistante il monumento venerdì 21 c.m. per iniziativa della Associazione VIA, che gestisce il sito, e del Centro Studi sulla Contea di Modica, proprietario dell’immobile. La chiesetta è un punto fermo per la storia della pittura e dell’’architettura religiosa medievale della Sicilia normanno-sveva e per la storia urbana e religiosa di Modica, oltre a rappresentare la testimonianza più importante della storia religiosa locale. La chiesetta fu scoperta casualmente nel 1987 da Duccio Belgiorno, allora direttore del Museo Civico, che nel corso delle sue lunghe ricerche si imbatte al civico 89 della via Grimaldi in una grotta artificiale retrostante un garage di proprietà della famiglia Cassarino. Duccio Belgiorno capì subito che si trattava di qualcosa di eccezionale e non perse tempo a segnalare l’esito della sua indagine alla Sovrintendenza Archeologica di Siracusa.

Furono avviate delle indagini conoscitive preliminari nell’area grazie alla sollecita disponibilità dell’allora direttore della sezione archeologica ai Beni culturali di Ragusa, Giovanni Di Stefano, e si evidenziarono subito una serie di sovrapposizioni edilizie, dal ‘600 in poi, che avevano nascosto i tesori pittorici sottostanti. Lo spazio utilizzato come garage aveva inoltre nascosto l’architettura della chiesetta rupestre. Lunghi e complessi lavori per facilitare l’attuale accesso allo spazio di circa 30 metri quadrati furono eseguiti così come ed un sapiente e delicato lavoro di scrostatura delle pareti che portarono alla luce un pregevole Cristo pantocratore (foto), i pannelli decorativi e la decorazione della calotta absidale. L’ambiente della chiesetta apparteneva agli eredi Mazza che accolsero la richiesta del Centro Studi della Contea di Modica per metà del suo valore nominale. L’11 febbraio del 1992, sotto la presidenza di Giorgio Cavallo, cultore di storia locale, il monumento fu acquisito dall’associazione che si pose come primo obiettivo la salvaguardia della chiesetta e la sistemazione complessiva del sito grazie al versamento di quote da parte dei soci fondatori. L’atto di vendita, datato 27 marzo 1993, segna l’inizio di una «nuova vita» per S. Nicolò, che il Centro Studi in modo lungimirante affida alla custodia alla Sovrintendenza impegnandosi nel contempo a rendere possibile la pubblica fruizione del sito. Grazie alle risorse ed alle competenze dei soci del Centro Studi vengono realizzati lavori di recupero e di arredamento museale e S. Nicolò comincia ad essere sito tra i più frequentati ed ammirati di tutta la città. Quando tutto sembra avviato verso la piena fruizione del monumento il 2 giugno del 1995 un operaio alle prese con la sistemazione dell’ingresso rinviene sull’architrave sovrastante la porticina un ordigno bellico privo di spoletta di sicurezza. E’ un pericolo imprevisto, non messo in conto, ed è grande la preoccupazione in città per la sopravvivenza del monumento. Due artificieri dell’Esercito provenienti dal Nucleo Operativo di Messina arrivano a Modica e si mettono al lavoro con tutta l’area di via Grimaldi messa in sicurezza. L’ordigno viene prelevato con cura e fatto esplodere in un luogo sicuro salvando la chiesetta da danni che avrebbero potuto essere irreparabili.

Nello stesso anno viene sottoscritta a titolo gratuito la convenzione con la cooperativa turistica Etnos che per conto del Centro Studi gestirà S. Nicolò ed i flussi turistici che anno dopo anno diventano sempre più importanti. Oggi la chiesetta è stata rilevata dall’Associazione Via, emanazione della Etnos, che con professionalità provvede alle visite ed al mantenimento del monumento.