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Giovedì 29 Giugno 2017 - Aggiornato alle 19:07 - Lettori online 572
MODICA - 16/06/2017
Attualità - Una realtà che vive di umanità e di attenzioni quotidiane

L´Hospice di Modica fiore all´occhiello

Parla Vittorio Cataldo, primario e responsabile del reparto Foto Corrierediragusa.it

Una realtà che vive di umanità e di attenzioni quotidiane. L’Hospice dell’ospedale Maggiore è luogo di dolore per chi si avvia verso la parte terminale della malattia, ma grazie al personale i pazienti e le loro famiglie vivono questa realtà con la migliore assistenza possibile con il supporto non solo medico, ma anche psicologico, sociale e spirituale. Istituito dal 2010 è un reparto diventato fiore all’occhiello per tutto il comprensorio e rappresenta uno dei pochi centri all´avanguardia di questo genere, presenti in Sicilia. Lo testimoniano con una lettera aperta, tra molti altri che si sono avvalsi del servizio, i componenti della famiglia La Raffa entrati in contatto a causa di un ricovero di un parente nel reparto: «Quando si parla della sanità siciliana e/o italiana in generale, si pensa sempre alla malasanità senza soffermarsi mai a valorizzare a tutti quei medici che con grande passione e spirito di sacrificio svolgono il proprio lavoro.

Vittorio Cataldo, primario e responsabile dell´Hospice di Modica, in una delle lunghe chiacchierate che ama fare con pazienti e parenti, un giorno disse: "Ho imparato di più in Hospice a fare il medico che in 20 anni di reparto", allora questa cosa mi stupì, inizialmente... ma poi con il passare dei giorni, dove le ore sembrano interminabili, quando ti senti impotente dinnanzi alla malattia che ti sta portando via gli affetti più cari, ho preso consapevolezza di quelle parole.

Come? Semplicemente osservando il personale addetto: gli infermieri, il personale Osa, gli assistenti sociali, lo psicologo, i volontari, che con grande dedizione, spirito di sacrificio, coraggio, fermezza, professionalità, cordialità, gentilezza, disponibilità rendevano serene le ore di chi sostava li aspettando che le sofferenze delle persone care si lenissero. Un posto dove il silenzio, la quiete e la serenità delle persone che vi lavorano, che si prendono cure di te, consentono di dare dignità alla morte".