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Sabato 19 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:16 - Lettori online 451
MODICA - 09/04/2017
Attualità - Una vicenda trattata superficialmente sulla rete ammiraglia Rai

"L´Arena" di Giletti, parla Torchi: "Basta fango"

"Una vergogna che non ci meritiamo e che non ci appartiene" Foto Corrierediragusa.it

Sono tra coloro, e siamo centinaia di migliaia, che la domenica, dopo pranzo, è solito sonnecchiare sul divano tentando disperatamente di restare sveglio per seguire il campionato di calcio. Ed anche la domenica appena trascorsa non si era sottratta a questo rito, che, in contemporanea, si celebra nelle case di tutta Italia. Poi, all´improvviso, il telefono, di solito taciturno, ed avviluppato anch´esso nelle fatiche post pranzo luculliano, inizia a squillare, mentre i messaggi si affollano a decine e Facebook e Whatsapp iniziano un concerto cacofonico fatto di suoni e trilli. Il testo delle telefonate e dei messaggi era univoco: "Passa su Rai 1 che Giletti sta parlando di Modica e della vicenda degli assenteisti". Come resistere alla curiosità, infrangendo la regola auto imposta di non guardare più nè Giletti, nè la sua pseudo trasmissione d´approfondimento. Ed eccomi su Rai 1 a guardare, e soprattutto ascoltare, da una parte una schiera di "Erinni" capitanata da Giletti stesso, da una serie di giornalisti o presunti tali, e persino dall´on Nunzia De Girolamo, la quale dispensava lezioni di morale, dimentica del fatto che a Benevento da tempo i magistrati si sono occupati della sua gestione del potere in terra campana.

Dall´altra parte un vero professionista degno di tal nome, l´avvocato Fabio Borrometi, che in maniera pacata tentava di spiegare a Giletti la differenza tra un atto d´accusa ed una sentenza emessa da un Tribunale della Repubblica. Un´impresa disperata visto che Giletti, che dicono sia un giornalista, continuava a leggere stralci delle considerazioni della pubblica accusa in merito all´indagine sui presunti assenteisti al comune di Modica, scambiandole per il testo di una sentenza, quella sì unico riferimento certo in un processo, che, come si sa, aveva assolto la quasi totalità degli imputati.

Ebbene si, caro Giletti, un tribunale, nel pieno possesso delle sue funzioni ha inteso assolvere gli imputati, assumendosene la responsabilità e motivando peraltro la loro assoluzione. Un dato che, a meno di ribaltamenti in caso di appello proposto dalla pubblica accusa, è l´unico che conta, come in ogni processo che si celebra in uno Stato democratico. Tutto il resto appartiene alle categorie della morale e della responsabilità professionale, sulla quale si potrebbe anche discutere, ma non senza conoscere bene atti e fatti che hanno costretto persino funzionari in regolare missione istituzionale, o presenti ad una trattativa sindacale, su delega del proprio dirigente, a subire un ingiusto processo.

In mezzo al centinaio di indagati ci sarà pure qualcuno colpevole? Sarà condannato. In mezzo a loro ci saranno alcuni che meriteranno un procedimento disciplinare? Chi ne ha la responsabilità lo avvii immediatamente. Ma nessuno, e dico nessuno, nemmeno Giletti, si permetta solo un attimo di "infangare" centinaia di persone e un´intera città. Modica non lo merita e non lo meritano i modicani. Chi ha sbagliato paghi, chi non ha sbagliato riceva le scuse. Ogni altra opzione ci riporta indietro in un clima da "caccia alle streghe" che non è degno di un Paese civile.

Capisco che Giletti deve dare un senso al suo programma, e persino al titolo dello stesso. Capisco che alcuni "sparring partner" devono "recitare" fino i fondo la loro "parte". Capisco pure che la politica trova più comodo sparare nel mucchio piuttosto che imporre la verità, e capisco pure che la "caccia all´untore" crea più audience rispetto alla difesa di persone sconosciute. Io però a portare il cervello all´ammasso e ad assumere le parti di un becero populismo non mi adeguo, anche se più comodo, e su quel palco mi sarei seduto a fianco dell´avvocato Fabio Borrometi e di quelle persone per bene che fanno ogni giorno il proprio dovere, anche a Modica, e che non sono stati difesi da nessuno, ma "dati in pasto" a milioni di italiani.

E proprio per loro, per la loro dignità, chiederei che, se colpevoli ci sono, a prescindere dalla valutazione giudiziaria, chi ne ha il dovere e l´onere commini le giuste sanzioni. Proprio per evitare che altrimenti, ancora una vota, il "fango" venga schizzato sulla città e sui modicani. Per questo non bisogna nascondersi, non bisogna negarsi, ma bisogna pendere il coraggio a piene mani e raccontare la verità dei fatti e la verità di ciò che è accaduto, difendendo chi lo merita e, soprattutto, difendendo la Città ed i modicani. Per fare in modo che la domenica si possa ritornare a sonnecchiare sul divano mentre si guardano distrattamente le partite di calcio, piuttosto che telefonarsi per condividere una vergogna che non ci meritiamo e che non ci appartiene.

Nella foto una scena della puntata de "L´Arena" sui presunti assenteisti del comune di Modica