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Martedì 30 Maggio 2017 - Aggiornato alle 15:00 - Lettori online 875
MODICA - 17/02/2017
Attualità - Va di nuovo in scena un copione già visto

Nuovo blocco dei lavori in vista per autostrada Siracusa Gela

I 20 milioni di arretrato per quanto finora realizzato non arrivano Foto Corrierediragusa.it

Siamo alle solite. Lavoratori pronti al blocco dei lavori, imprese con l’acqua alla gola, parlamentari pronti a dare solidarietà, Regione in ritardo. Va in scena l’ennesima puntata sui tre lotti della Siracusa Gela in costruzione da Rosolini a Modica. I 20 milioni di arretrato per i lavori fin qui realizzati non arrivano e da lunedì i lavoratori minacciano di incrociare le braccia con il sostegno delle aziende coinvolte perché non ricevono i 20 milioni anticipati per realizzare le opere fin qui realizzate. Come è infatti possibile verificare i cantieri sono pienamente operativi, le opere di sbancamento sono in fase avanzata e l’anello autostradale avanza lentamente. Dice l’assessore alle Infrastrutture, Giovani Pistorio: «Tutti i fondi che la regione doveva erogare, circa 50 milioni, sono stati regolarmente pagati. Il resto deve arrivare dallo Stato che deve versare nelle casse del Consorzio autostrade siciliano. Significa che deve anticipare il Cas, che, naturalmente, non ha fondi a disposizione». La soluzione indicata dall’assessore e già messa in campo dalla Regione è il passaggio delle competenze dal Cas all’Anas.

Il protocollo per il passaggio delle competenze è stato firmato il 16 novembre e tutto sembrava essere ormai a soluzione. Proprio in questi giorni è stata firmata la convenzione di consegna. L’accordo prevede che l’Anas subentri al 51 per cento delle quote detenute dal Cas e si farà carico dei debiti e dei contenziosi esistenti. L’Anas si farà carico appena subentrata della direzione dei lavori in attesa che si formalizzi la costituzione della società mista. Nell’attesa proteste, minacce di sospensione dei lavori e ci vorrà sicuramente un intervento dall’alto perchè lunedì tutto rientri nella normalità fino alla prossima protesta. Servirà però una tranche dei venti milioni da pagare ma non è possibile che un’opera finanziata e portata avanti da aziende che ci stanno mettendo faccia e soldi vada avanti sempre con una spada di Damocle sulla testa.