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Mercoledì 26 Luglio 2017 - Aggiornato alle 16:08 - Lettori online 835
MODICA - 08/01/2017
Attualità - Promossa dalla Fondazione Grimaldi con collaborazione dell’Unitrè, resterà aperta fino a fine mese

Un secolo di giornalismo a palazzo Grimaldi

Grazie ai collezionisti Antonio e Giovanni Di Raimondo, l’opportunità di visionare la raccolta dei giornali Foto Corrierediragusa.it

Un viaggio nella storia locale attraverso le testate giornalistiche locali. Oltre 50 testate che nel corso di un secolo, dal 1860 al 1960, hanno raccontato i fatti, gli episodi di cronaca e di politica più importanti della città e del suo comprensorio. «Libertà di carta. Un secolo di giornalismo a Modica (1860 -1960)», a cura della Fondazione Grimaldi, patrocinata dal Comune con la collaborazione della locale sezione di Unitrè conferma la vitalità di una città in cui il dibattito, il confronto di idee, la satira non è mai mancata ed è stata anzi occasione di crescita culturale e sociale. Modica ha confermato nei secoli questa vocazione al dibattito pubblico attraverso i media evolvendo anche nel nuovo secolo attraverso i nuovi canali e strumenti di comunicazione, Scuole, associazioni, intellettuali, ricercatori hanno svolto sempre un ruolo trainante e propositivo come emerge dalle varie testate giornalistiche presenti nella mostra ospitata a palazzo Grimaldi fino a fine mese.

Si deve ai collezionisti Antonio e Giovanni Di Raimondo, modicani, ma residenti a Catania, l’opportunità di visionare la raccolta dei giornali pubblicati a Modica dal 1860 al 1960. I due collezionisti sono intervenuti in occasione dell’inaugurazione e insieme al presidente della fondazione «Grimaldi, Giuseppe Barone, hanno illustrato la raccolta. Per l’occasione la mostra documentaria è divenuta anche una «mostra parlante» grazie al prezioso contributo delle tre lettrici che si sono avvicendate nella lettura di alcuni articoli o brani tratti dalle varie testate Marcella Burderi, che ha curato anche l’impaginazione e l’organizzazione della mostra, Elisa Giglio e Lucia Trombadore hanno regalato con le loro letture uno spaccato di vita vissuta e raccontata attraverso i giornali locali, soprattutto settimanali ma anche bisettimanali e mensili. Nella mostra documentaria si trovano ad esempio alcune copie dei giornali scritti dai giovani studenti del liceo classico di Modica che nei primi anni del ‘900 si impegnano a raccontare la città utilizzando la satira. «Quel che emerge in modo evidente – ha spiegato Giuseppe Barone – è sicuramente quanto la vita pubblica sia stata a cuore dei modicani desiderosi di informarsi ma anche di riflettere e dibattere comunemente. I giornali dell’epoca diventano dunque strumento utile per queste finalità. L’aspetto curioso è che alcune problematiche dell’epoca sono ancora oggi attuali se si pensa che già in quel secolo alcune testate lamentavano l’assenza a Modica di una biblioteca e c’era pure chi paventava, già allora, la soppressione del tribunale modicano.

Da un lato dunque aspetti legati alla decadenza politica dall’altro la voglia di discuterne per portare all’attenzione di tutti i vari problemi. Una pluralità e molteplicità di voci che vedono impegnati anche alcuni componenti delle famiglie più note a Modica, come i Polara, i Rizza, i Denaro, lo stesso scrittore Raffaele Poidomani e poi le voci al femminile come quella della scrittrice Susanna Bonajuto, sorella di Francesco Bonajuto che nel 1908 scriveva sulla testata giornalistica «L’insofferente». Si comunicava con i giornali dell’epoca ma anche con i manifesti murari, una forma di comunicazione importante che andrebbe meglio indagata». La mostra documentaria mette in luce anche alcuni personaggi locali importanti per il settore editoriale di quegli anni come Giuseppe De Leva Gravina, abate più volte eletto al Parlamento siciliano, che si è battuto contro i Borboni, fino a partecipare all’impresa dei Mille; come Carlo Papa, dedito alla scrittura e alla politica, più volte sindaco di Modica dove ha fondato la prima tipografia e dove ha lottato per la statizzazione del liceo classico, fondatore del giornale cattolico-liberale La Campana e Provveditore agli Studi della Provincia di Noto; o come Francesco Giardina, uno dei maggiori esponenti del Partito d’Azione, alla guida dell’insurrezione nei comuni del distretto contro il dominio borbonico.