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Giovedì 17 Gennaio 2019 - Aggiornato alle 23:10
ISPICA - 22/12/2018
Attualità - Il convegno «Per la difesa del litorale ibleo» a Palazzo Bruno

Erosione costa iblea continua: correre subito ai ripari

La scomparsa dei litorali sabbiosi provoca anche un incalcolabile danno ambientale Foto Corrierediragusa.it

Bisogna correre ai ripari. Il mare inghiotte la costa con danni economici consistenti. Il convegno tenutosi a Palazzo Bruno (foto) sul tema «Per la difesa del litorale ibleo» ha visto a confronto architetti, ingegneri, geologi e avvocati. L´evento è stato organizzato dai Laboratori tecnologici e di ricerca Betontest, dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell´Università di Catania, e dagli Ordini professionali della provincia di Ragusa degli Ingegneri, degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori, degli Avvocati, dall´Ordine regionale dei Geologi e dal Comune . L’ingegnere capo del Genio civile di Ragusa Ignazio Mariano Pagano ed il soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Ragusa Calogero Rizzuto, hanno fatto il punto sull’attuale situazione, sul lavoro finora svolto e sugli interventi futuri per salvaguardare la fascia costiera con riferimento a quella iblea. A caratterizzare gli interventi è stata un’ottica multidisciplinare e propositiva, orientata a proporre soluzioni innovative e concrete frutto di una sinergia sempre più stretta tra gli ordini professionali coinvolti, tra privati e pubblica amministrazione.

Giuseppe Alessandro, geologo, responsabile della difesa del suolo per il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, nella sua relazione ha illustrato il lavoro svolto nell’ultimo decennio dall’ex provincia regionale sui circa 80 km di costa iblea. Un lavoro certosino di studio, raccolta di dati, analisi sui campioni e monitoraggio condotto in collaborazione con l’Università di Messina. Ciò ha consentito di avere una migliore conoscenza del fenomeno e delle cause naturali e antropiche che provocano l’erosione costiera e intervenire con barriere soffolte e ripascimenti che hanno tenuto conto delle specificità di ogni singola spiaggia. Nel corso del convengo è stato evidenziato dai vari relatori come la scomparsa dei litorali sabbiosi non provoca soltanto una grave perdita economica, ma anche un incalcolabile danno ambientale, aumentando la vulnerabilità delle linee di costa, con strade, case e manufatti sempre più esposti alla forza distruttiva delle tempeste e alle mareggiate.