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Giovedì 22 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 0:42
ISPICA - 18/01/2018
Attualità - Un documento dei circoli iblei che hanno studiato il problema

Per Legambiente ripascimento S. Maria Focallo non va

L’associazione coontesta il tipo di intervento, serve un approccio più morbido ed ecologico Foto Corrierediragusa.it

Un progetto da rivedere. Il Gruppo di lavoro sull’erosione costiera di Legambiente iblea, non condivide l’intervento sui pennelli a mare di S. Maria del Focallo. L’associazione sollecita il sindaco a fare marcia indietro ed a prendere atto che la soluzione individuata per difendere la costa dall’erosione non è quella giusta. Lo spunto, nella visione di Legambiente, è dato dalla delibera con la quale l’amministrazione Muraglie ha approvato una perizia per i danni subiti da alcuni pennelli ad opera delle mareggiate che avrebbero colpito il litorale lungo tre periodi: dal 7 all’11 novembre 2016, dal 20 al 21 dicembre e dal 16 al 18 gennaio dell’anno successivo. Scrive Legambiente: «Tecnicamente, i cedimenti vengono imputati a «forza maggiore», essendosi già accertata l’assenza di colpe tanto in capo ai progettisti quanto alla ditta esecutrice. Il che, tradotto dal burocratese, significa semplicemente questo: che quella «grande opera» tanto strenuamente difesa e sbandierata dalla vecchia come dalla nuova Amministrazione, quel «rimedio risolutivo» accolto e sostenuto con cieco entusiasmo persino da alcuni settori dell’associazionismo cittadino non sembra in grado di reggere l’urto delle onde. E non già, a quanto pare, perché sia stato pensato male o non realizzato a dovere –sottolineano i Circol – ma perché non è umanamente possibile fare di meglio… neanche con tre milioni e mezzo di soldi pubblici (tanto è costato il primo stralcio).

È lecito domandarsi, a questo punto, se non fossero così infondate le perplessità espresse fin dal principio da Legambiente, a livello sia locale che regionale. Ed è ancora più interessante domandarsi, guardando all’immediato futuro, se sia ragionevole continuare ad investire ben trenta miliardi delle vecchie lire (col finanziamento, da ultimo, del secondo stralcio) in un progetto che non solo –Legambiente lo ripete da tempo– non dà piene garanzie di riuscita e «perde pezzi» prima ancora di essere ultimato». Per il presidente del Circolo «Sikelion» di Ispica, Josè Bellisario, serve, invece, un ripascimento «morbido», risolutivo ed ecosostenibile.