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Domenica 17 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 22:06 - Lettori online 557
COMISO - 25/11/2017
Attualità - Positivo il vertice con il manager Asp Ficarra

Digiacomo in catene, Spataro rassicura

Prossimo appuntamento il 5 dicembre Foto Corrierediragusa.it

Dalla scrivania alle catene. Per Pippo Digiacomo è stata una protesta breve ma intensa. Si è incatenato ai cancelli dell’Ospedale Regina Margherita per portare alla ribalta il caso del Pronto Soccorso e della paventata chiusura del presidio, o comunque di un suo drastico ridimensionamento. Un problema che Comiso vive insieme al «Busacca» di Scicli e che lo stesso Digiacomo ha affrontato in questi ultimi anni in qualità di presidente della Commissione sanità all’Ars. Pippo Digiacomo da uomo di governo e delle istituzioni non ha esitato a rendere eclatante la sua protesta perché, come dice, «La battaglia per i piccoli ospedali siciliani mi ha impegnato per anni, ed io sono il padre del modello ospedali riuniti che ne ha salvato 30 solo in Sicilia. La manifestazione è servita a segnalare un problema estremamente delicato che riguarda gli ospedali riuniti iblei. Cioè se non si provvede velocemente a potenziarli, le divisioni maggiori rimarranno strangolate nei disservizi e in liste d’attesa insopportabili.

Invece l’impressione che se ne ricava è che, anziché potenziare con i nuovi reparti e i nuovi servizi previsti dalla nuova rete ospedaliera pubblicata lo scorso Aprile, si proceda a depotenziare Comiso e Scicli, con grave nocumento a Vittoria e Modica e all’intero sistema sanitario ibleo». La protesta ha provocato subito il coinvolgimento del direttore generale dell’Asp di Ragusa, Lucio Ficarra, che ha incontrato una delegazione che ha rappresentato il caso. Il direttore generale ha confermato che a Comiso si prevede la presenza di un Punto di Pronto Intervento, della Guardia Medica, di un’ambulanza medicalizzata ed il potenziamento dei reparti di Medicina, Chirurgia e Geriatria.

L’unica criticità che al momento esiste è rappresentata dal Pronto Soccorso di Vittoria dove si registrano circa 45 mila ingressi a fronte di una carenza di medici specialisti che i concorsi banditi non sono riusciti a risolvere a causa della carenza di tali figure e si ripercuote direttamente su Comiso. Infatti i medici in servizio al Pronto Soccorso del Regina Margherita sono stati «precettati» per svolgere una parte dell’orario di servizio al «Guzzardi». Comiso non dovrebbe dunque correre rischi, così come Scicli, almeno per i servizi di primo intervento e per la presenza dell’ambulanza medicalizzata con infermieri a bordo, attualmente non previsti.

IL SINDACO SPATARO RASSICURA: "NESSUNO SMANTELLAMENTO"
Positivo l’incontro tenutosi, tra gli altri, tra il sindaco di Comiso Filippo Spataro, il vice sindaco Gaetano Gaglio e il manager Asp Salvatore Lucio Ficarra in merito all’ospedale Regina Margherita di Comiso e al piano di riordino ospedaliero. «Al momento, non è prevista alcuna chiusura del Pronto Soccorso di Comiso – ha spiegato il sindaco Filippo Spataro – ma, semmai, tra qualche tempo e nel rispetto del piano di riordino regionale, la riconversione dello stesso in Punto di Primo Intervento. La nota del manager di queste ore, che ha causato la preoccupazione di Pippo Digiacomo, è stata dettata da una momentanea carenza di personale e dalla necessità di una turnazione tra le strutture di Comiso e Vittoria, cioè all’interno dello stesso ospedale riunito, in attesa delle nuove assunzioni di medici specializzati in Medicina d´Urgenza, di cui in effetti c´è penuria, così da ristabilire la situazione e continuare con l´attuazione del piano di riordino.

In ogni caso – ha continuato il sindaco – queste misure straordinarie non contrastano con il piano di riordino ospedaliero che, a Comiso, prevede la trasformazione del Pronto Soccorso in un Ppi (Punto di Primo Intervento), con relative ambulanza medicalizzata e guardia medica (queste ultime già attive). Con i manager Ficarra – ha concluso il primo cittadino – abbiamo anche fissato un appuntamento per il 5 dicembre, così da definire il potenziamento dei reparti di Medicina, Chirurgia e Geriatria del Regina Margherita come previsto nel piano di riordino».