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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 16:15 - Lettori online 1070
COMISO - 06/05/2017
Attualità - Un patrimonio di 1.300 libri consegnato dalla moglie del’ex dirigente regionale, comisano di nascita

Fondazione Bufalino più ricca: donazione "Bombace"

Il presidente della Fondazione, Renato Meli, destinerà l’indennità di carica per ulteriori investimenti in cultura Foto Corrierediragusa.it

Un fondo libraio composto di 1300 libri e a disposizione della Fondazione Bufalino e dei suoi utenti. I libri donati abbracciano varie branche del sapere, moltissimi sono dedicati all’isola e ne approfondiscono approfondire la storia, la cultura, l’economia. Fanno parte del «fondo Alberto Bombace», dirigente regionale e pioniere della valorizzazione dei beni culturali in Sicilia. Sono stati donati durante una sobria cerimonia, dalla moglie Mariella Bombace nelle mani di Renato Meli, presidente della Fondazione Gesualdo Bufalino (foto) . «Alberto ritorna idealmente a Comiso, sua città natale, ritorna con i suoi libri e per di più ospite di Bufalino», è stato il commento della moglie di Bombace poco prima del taglio del nastro. La consegna del fondo è stata preceduta da un seminario di approfondimento sul tema «Fondi e collezioni speciali nelle biblioteche, gestione e fruizione» , cui sono intervenuti importanti relatori tra cui Paul Gabriele Weston dell’Università di Pavia che ha parlato della digitalizzazione delle biblioteche, Giulia Cacciatore dell’Università di Grenoble che ha parlato della «biografia di carta» che riguarda l’archivio di Gesualdo Bufalino, ed ancora Piero Innocenti dell’Università della Tuscia che ha parlato della gestione dei fondi speciali nelle biblioteche e Manlio Corselli dell’Università di Palermo che ha tracciato la figura di Bombace.

«E’ stata la giornata dei sentimenti – dice Renato Meli- perché abbiamo voluto riaccendere le luci sull’importante figura di Bombace, originario di Comiso, l’abbiamo voluto fare all’interno delle attività programmate nell’ambito del ventennale dalla scomparsa di Bufalino e l’abbiamo fatto con un incontro d’eccezione, avvenuto tra la vedova Bombace e la vedova Bufalino, i rispettivi mariti erano grandi amici. Entrambe non sono volute mancare all’interno di questo appuntamento speciale che ha visto anche un seminario di approfondimento sulle biblioteche, sulla gestione dei fondi librai e sul tema sempre più attuale della digitalizzazione rispetto a cui la Fondazione ha già avviato un progetto».

Bombace, come ha spiegato durante l’incontri Manlio Corselli, è stato un uomo di grande cultura e da dirigente della Regione ha rivoluzionato il campo dei beni culturali. Va considerato come il padre della legislazione dei beni culturali siciliani grazie ad intuizioni e decisioni che sono da considerarsi assolutamente innovative per l’epoca in cui furono assunte. Il progetto di digitalizzazione dei libri della biblioteca Bufalino rientra all’interno di un rilancio complessivo dell’attività della Fondazione Gesualdo Bufalino, un nuovo corso che è iniziato con il taglio della indennità di carica voluto dal presidente Meli, somme che sono e saranno reinvestite a supporto dei progetti culturali. «Rinuncio all’indennità di carica in favore della collettività e per investire in cultura», ha detto Meli.