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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 448
ACATE - 25/10/2016
Attualità - Il sindaco convocato a Palermo ha relazionato sul dissesto del comune

Raffo riferisce del dissesto di Acate alla Corte dei conti

Il sindaco ha tra le altre cose spiegato come ha avviato il pensionamento di numerosi impiegati Foto Corrierediragusa.it

Franco Raffo (foto) a rapporto dai magistrati della Corte dei conti di Palermo. Il sindaco ha relazionato sulla situazione finanziaria del comune che ha si trova ormai in stato di dissesto. I magistrati hanno voluto approfondire i motivi e la genesi dei debiti accumulati ed il sindaco ha spiegato come si è arrivati alla dichiarazione dello stato di dissesto. Il sindaco ha tra le altre cose spiegato come ha avviato il pensionamento di numerosi impiegati in modo particolare appartenenti alle categorie «C» e «D», alleggerendo, in modo sensibile, il peso della spesa relativa agli stipendi del personale comunale.

«Sempre in tema di spese per il personale comunale- ha detto Franco Raffo- ho ribadito alla Corte dei Conti ed ai sindaci presenti all’incontro, tra la quasi incredulità di tutti, l’assurda ed incredibile situazione che sta vivendo il Comune di Acate legata alla consistente quantità di debiti ma, soprattutto, all’azzeramento dei trasferimenti statali e la diminuzione di quelli regionali e all’uscita dal Patto di Solidarietà deliberato, incoscientemente, nel 2012 dal Consiglio comunale dell’epoca e dall’allora Amministrazione comunale. Una assurda decisione che li ha costretti prima a dichiarare bancarotta poi, successivamente, a ritrattare il tutto, nascondendo e cancellando i debiti contratti.

Situazione, questa, le cui tragiche conseguenze, oggi, sta pagando la mia Amministrazione. Rinunciando, infatti, ai trasferimenti, hanno rinunciato anche alle somme relative al pagamento degli stipendi per i dipendenti comunali. Stipendi che oggi i lavoratori, giustamente, reclamano e che spero di poter garantire, quanto prima, grazie al mio impegno costante finalizzato alla risoluzione di questa annosa problematica. L’uscita dal Patto di Solidarietà non solo ci ha fatto perdere ogni anno circa due milioni di euro, da utilizzare per il pagamento degli stipendi ma, cosa ancora più assurda, ci ha costretti a versare ogni anno quasi seicentomila euro, prelevati dai nostri introiti, ai comuni in difficoltà». Raffo ha chiesto il reinvio dei trasferimenti statali e regionali che nel corso di cinque anni ammontano a circa 13 milioni di euro.