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RAGUSA - 03/04/2009
Agenda - Con la domenica delle palme comincia la settimana santa

La Pasqua negli Iblei tra folklore e tradizioni immortali

Numerosi gli evocativi appuntamenti da seguire in provincia

A MODICA
di Duccio Gennaro


La domenica delle Palme segna l’inizio ufficiale della settimana santa. Riti religiosi e tradizioni trovano spazio nell’arco della settimana che culmina la domenica di pasqua con la Madonna Vasa Vasa. La domenica di pasqua vede tre appuntamenti nella parrocchie di S. Pietro, del Salvatore ed a Modica Alta presso la chiesa di Antonio. Si tratta della tradizionale benedizione delle palme che è seguita poi dalla processione dei fedeli che portano le palme benedette attraverso il quartiere di riferimento della parrocchia.

Sarà così al Salvatore e a S. Antonio con processione che si chiude all’’oratorio S. Domenico Savio di via Don Bosco. Alle 10.30 invece la benedizione delle palme nella chiesa di S. Domenico nella piazzetta antistante il palazzo comunale. Da qui la processione che si snoderà fino a S. Pietro dove sarà celebrata la cerimonia eucaristica. Da lunedì a mercoledì invece rito della cosiddette « quarantore» con l’esposizione del Sacramento all’interno delle parrocchie negli orari di apertura delle chiese. Il giovedì santo sarà il giorno della cerimonia della lavanda dei piedi mentre il venerdì è in programma la solenne processione con la statua del cristo per il corso Umberto.

Per la domenica di pasqua quest’anno la novità sarà la presenza dei devoti delle parrocchie di S. Maria e di S. Pietro cui sarà affidato il compito di portare in processione il simulacro della madonna e del cristo risorto. I portatori della madonna indosseranno il fazzoletto azzurro e quelli del cristo il fazzoletto rosso. Negli anni precedenti, come da tradizioni la Madonna Vasa Vasa e la relativa processione è stata affidata a portatori di professione pagati dalle parrocchie mentre solo il manovratore del simulacro della madonna era un devoto della chiesa di S. Maria. Anche per quest’anno in questo ruolo è stato confermato Mario Cappello ormai arrivato al suo 24mo anno di attività.

A POZZALLO
di Calogero Castaldo


Via Crucis e Settimana santa, è già tempo di riti pasquali per la città di Pozzallo. I riti più amati e sentiti dai pozzallesi cominceranno quest’anno oggi (al castello «Di Martino, ore 19,30) con la Via Crucis, facendo rivivere quell’atmosfera di fede e devozione che accompagna tradizionalmente la città in occasione della solennità della Pasqua. Sono i ragazzi delle quattro parrocchie cittadine ad aver organizzato l’ottava «Via Crucis» vivente, con la preziosa collaborazione del parroco della Chiesa Madre del Rosario, Don Vincenzo Rosana.

Da domenica, poi, il via alla Settimana Santa, in preparazione alle festività della Santa Pasqua. Presso la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, domenica prossima, alle ore 9,30, benedizione delle palme e degli ulivi dinanzi alla cappella di Santa Rosalia, presso la villa Tedeschi, cui seguirà una processione, prima della santa messa. Ore 18,30, santa messa officiata dal frate cappuccino, padre Enzo La Porta.

Lunedì 6, martedì 7 e mercoledì 8 sono i giorni deputati alle celebrazioni delle messe in preparazione della Pasqua. In tutte le parrocchie, alle 18,30, si potrà effettuare la confessione. Durante il Giovedì Santo, santa messa e lavanda dei piedi. Venerdì Santo, corteo (ore 9) delle autorità civili, militari e dei sodalizi fino alla chiesa di Santa Maria di Portosalvo, discesa del simulacro della Vergine Addolorata dalla teca dell’altare maggiore e successiva consacrazione della città di Pozzallo alla Vergine. Ore 15,30, celebrazione della passione e morte di Cristo, con la processione dei simulacri della Vergine Addolorata e del Cristo Morto, per le vie della città. Domenica, infine, «incontro», in piazza delle Rimembranze, alle 12 circa, del Cristo Risorto con la Madonna.

A ISPICA
di Eva Brugaletta


«U venniri ra Santa cascia»: si entra stasera nel vivo delle celebrazioni che ruotano attorno alla suggestiva Pasqua ispicese. I folkloristici e religiosi riti dell’ultimo venerdì di quaresima aprono il sipario della settimana Santa di sicuro più intensa e carismatica di tutta la provincia.

La «Santa cascia» è un connubio fra tre dimensioni, quelle della preghiera, della tradizione e del folklore religioso. Le tre dimensioni si fondono durante la processione dei fedeli che si estende lungo le vie a ridosso della basilica dell’Annunziata, nel cuore della città.

Durante il cammino, in sostanza, si rievocano i momenti della passione di Cristo. L’ultimo tratto della processione diviene addirittura una via Crucis vivente: coinvolge i fedeli nel viaggio di Gesù verso il monte calvario, la sua crocifissione e la drammatica «discesa» dalla croce; momenti di pathos difficili da spiegare, ma solo da vivere per comprenderli appieno.

Risulta profonda e quasi tangibile, durante la via Crucis vivente, la partecipazione interiore delle migliaia di fedeli che, ogni anno per assistervi, riempiono la piazza prospiciente alla basilica dell’Annunziata e corso Garibaldi.

I «confrati» dell’Annunziata, in tradizionale divisa blu, durante la processione, conducono sulle spalle un pesante fardello. Si tratta della «cascia» contenente una preziosa reliquia: la «Santa spina» della corona di Cristo custodita in una artistica cassa argentea.

Le celebrazioni avranno inizio alle 18:30: l’accensione delle luminarie precederà di mezz’ora la messa presieduta dal reverendo sacerdote Adriano Minardo.

La processione e la via Crucis si svolgeranno alle 20. Due ore dopo, la fine del pellegrinaggio: i «devoti portatori» deporranno la statua di «Cristo morto» nella sua nicchia all’interno dell’Annunziata. E, alle 23, sempre nella basilica, i fedeli assisteranno finalmente alla tanto attesa «velata»: il momento nel quale si alzeranno le porte della nicchia e la «Santa spina» sarà collocata nel simulacro di Cristo flagellato (in croce).

A COMISO
di Laura Incremona


La Pasqua a Comiso ha antiche origini catalane risalenti alla dominazione spagnola. La stessa chiesa dove si venera la Madonna Annunziata, rito prettamente spagnolo, è costruita sui resti di una antica chiesa bizantina dedicata a San Nicola.

La festa della resurrezione viene vissuta in maniera corale da tutti i fedeli, ma anche da tutte le persone che vivono la festività come momento aggregativo, stagionale poiché sancisce ufficialmente la primavera, e religioso.

La domenica di Pasqua migliaia di persone si riuniscono sul sagrato della Basilica Maria SS Annunziata per assistere «all’ uscita» dei due simulacri dalla chiesa: quello di Maria Annunziata e l’ Arcangelo Gabriele, e quello di Gesù risorto. I due simulacri portano con sé durante tutto il percorso della giornata pasquale, due bambini di età non superiore ai 12 anni, vestiti con paramenti antichi raffiguranti gli angeli, che davanti a tutte le chiese di Comiso, intonano il Regina Coeli. Alla fine del canto, i due simulacri spinti da centinaia di persone, inscenano la «Pace». La Pace è la parte più importante della festa di Pasqua. I due simulacri si incontrano e si allontanano per tre volte, e ad ogni incontro, i fedeli che spingono i simulacri, si toccano le mani. E’ una scena simbolica che indica il circolo immanente della vita e della morte che si uniscono senza mai distaccarsi. La Madonna Annunziata che incontra il Figlio risorto che indica la sopravvivenza dello spirito, dopo la vita.

A tarda sera infine, i due simulacri rientrano in chiesa dopo un lungo spettacolo pirotecnico che viene atteso per un intero anno: da Pasqua a Pasqua, così come un circolo immanente che lega generazioni dopo generazioni alle tradizioni immortali della città casmenea.