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MODICA - 27/09/2008
Agenda - Modica - Stasera all 20.30 in piazza Matteotti

Modica: chiude il festival dei burattini

L’iniziativa ha riscosso un enorme plauso tra grandi e piccini Foto Corrierediragusa.it

Chiude i battenti stasera la seconda edizione del festival «Burattini oltre Confine», sostenuto dall’assessorato provinciale alla Cultura e alle Politiche giovanili. La compagnia «I burattini di Gino Balestrino», che arriva da Genova, metterà in scena a Modica, in piazza Matteotti, a partire dalle 20,30, con la collaborazione dell’assessorato comunale alla Cultura, la storia di Totonno, il ragazzino in cerca di fortuna in giro per il mondo, tratto da una novella di Giambattista Basile.

Il festival dei burattini italiani nella terra dei pupi, nelle strade del liberty e nelle piazze del barocco ibleo vivrà l’ultimo capitolo di una esperienza entusiasmante e appassionante, che ha coinvolto centinaia e centinaia di bambini, anche se i grandi non sono stati da meno. La conclusione del festival itinerante a Modica, la città della Contea, è il segno tangibile rivolto ad una comunità che, tra le proprie bellezze monumentali, inserite dall’Unesco nella World heritage list, potrà assistere ad un’altra opera d’arte, il teatro di figura nell’interpretazione di una delle compagnie italiane più apprezzate. Il teatro di figura, che per la provincia di Ragusa rappresenta una novità, costituisce una delle forme d’espressione artistica più antiche. Basti pensare che tracce di esibizioni con i burattini si trovano in alcuni manoscritti del Cinquecento.

L’attenzione che in questi giorni è stata rivolta al festival lascia ben sperare circa una conclusione positiva dell’esperienza che, dal 17 settembre scorso, ha coinvolto quasi tutti i Comuni del territorio provinciale. «Un’attenzione – spiega Biagio Battaglia che si occupa della segreteria organizzativa della kermesse – che siamo riusciti a catturare sia dai piccoli ma anche dai più grandi che, nella maggior parte delle occasioni, sono stati attratti dagli intrecci narrativi proposti dalle compagnie esibitesi. La baracca può davvero diventare una fonte di scambi culturali il cui significato, la cui valenza, forse neppure riusciamo ad immaginare».