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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 363
MODICA - 09/05/2011
Agenda - Da mercoledì alla Domus S. Petri

Coordinamento nazionale immigrazione 2011

L’evento è promosso dalla Caritas italiana insieme alle Caritas diocesane di Noto e di Ragusa Foto Corrierediragusa.it

Ottanta delegati da tutte le Caritas d´Italia, più una ventina di ospiti, daranno vita al Coordinamento nazionale immigrazione 2011 che si apre mercoledì. L´evento è promosso dalla Caritas italiana insieme alle Caritas diocesane di Noto e di Ragusa. L’apertura è prevista alla Domus S. Petri con una sessione dedicata al Mediterraneo, coordinata dal giornalista di "Avvenire" Paolo Lambruschi alla presenza del direttore nazionale della Caritas, Mons. Vittorio Nozza.

Sono previsti gli interventi di Fabrizio Maronta di Limes, di Barbara Molinario dell´Alto Commissariato dell´Onu per i rifugiati, dal comandante della Capitaneria di Porto di Pozzallo Raffaele Giardina, e la testimonianza di Gabriele Del Grande, di Fortress Europe. Alle 21,30 presso l´Atrio Comunale di palazzo S. Domenico si terrà un momento pubblico di benvenuto con momenti artistici e musicali curati dal gruppo musicale "I malacuscenza" e dalla "Compagnia del Piccolo Teatro".

Si proseguirà giovedì a Ragusa con ospite il parroco di Lampedusa. Il coordinamento sarà concluso venerdì 13 alle 12 con la concelebrazione eucaristica, nella chiesa di San Pietro, presieduta dal vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò. E’ la terza volta che la Caritas sceglie la Sicilia, dopo Lampedusa due anni fa e Trapani lo scorso anno.

La Caritas cittadina non è stata scelta per l’emergenza immigrazione ma per la ricerca quotidiana dell’integrazione e le varie forme con cui questa è favorita. La diocesi di Noto e quella di Ragusa avranno dunque la possibilità di guardare a quello che sta accadendo in questi giorni attraverso giornate di testimonianza e riflessione che puntano in avanti lo sguardo.

Dice Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana di Noto: «Mai come in questa occasione eucaristia, vita, storia si congiungono a dirci come la storia va guardata con gli occhi di Dio, così come abbiamo capito nel Sinodo a partire dal gemellaggio. Ma si rinnova pure la responsabilità a porre nel nostro territorio segni del Regno che viene, come già accade con alcune esperienze nel territorio ospitante come la scuola di italiano per immigrati, il Centro per rifugiati politici Babel, l’inserimento di immigrati nel cantiere educativo Crisci ranni che prendono significativamente la denominazione di «Sentieri di Isaia», una espressione cara a Giorgio La Pira, che pensava il Mediterraneo come il nuovo «lago di Tiberiade» ove far incontrare la fede (Gerusalemme), la cultura (Atene), il diritto (Roma), le relazioni (l’Africa). Espressione che ricorda come il nostro impegno diventa collaborazione al Regno che viene».